Con la recente sentenza n. 16977/2025, il TAR Lazio affronta una controversia complessa riguardante la legittimità di interventi edilizi realizzati su parti di un immobile condominiale. Il caso nasce dal ricorso di alcuni condomini contro l’ente amministrativo e una controinteressata, proprietaria di un appartamento nello stesso condominio, che aveva presentato una SCIA e una CILAS per l’installazione di pannelli fotovoltaici sul tetto condominiale e per la trasformazione di una finestra in porta-finestra con l’aggiunta di una scala d’ingresso in ferro. I ricorrenti contestavano la legittimità dei titoli edilizi, sostenendo che la controinteressata avesse dichiarato falsamente la proprietà esclusiva delle aree interessate dagli interventi, che invece sarebbero condominiali.
Il TAR Lazio ha ribadito un principio fondamentale in materia di titoli edilizi: l’Amministrazione comunale ha l’obbligo di verificare la legittimazione del richiedente, accertando se quest’ultimo sia proprietario dell’immobile o abbia un titolo di disponibilità sufficiente per eseguire l’attività edilizia. Tuttavia, tale verifica deve limitarsi a valutazioni sommarie basate su prove di facile apprezzamento, senza necessità di approfondire complesse questioni di diritto civile, come la natura condominiale o esclusiva delle aree interessate dagli interventi. In caso di controversie sulla proprietà, la competenza spetta al giudice ordinario.
Il TAR ha pertanto chiarito i limiti dei poteri di verifica delle Amministrazioni comunali in materia di titoli edilizi e sulla necessità di un’adeguata istruttoria ribadendo che le questioni relative alla proprietà condominiale devono essere affrontate in sede civile.