Condensatori autorigeneranti

Condividi

«Come funzionano internamente i condensatori di tipo autorigenerante?», chiede un lettore di Elettro.

Rispondo volentieri a una semplice curiosità, è vero che si può lavorare bene anche senza sapere cosa c’è dietro, ma quando lo si sa è ancora meglio…

Condensatori autorigeneranti«Come funzionano internamente i condensatori autorigeneranti?», chiede un lettore di Elettro.

Rispondo volentieri a una semplice curiosità, è vero che si può lavorare bene anche senza sapere cosa c’è dietro, ma quando lo si sa è ancora meglio. Anzi, mi accordo pensando alla risposta che il termine autorigenerante (pur ufficiale!) potrebbe essere frainteso. Certo non stiamo parlando di condensatori-fenice che risorgono dalle proprie ceneri for ever.

In un condensatore autorigenerante una scarica provocata da una sovratensione o da un punto debole del dielettrico non porta ad un cortocircuito permanente, ma isola il guasto attraverso la vaporizzazione del materiale degli elettrodi che si trovano accanto allo stesso punto di scarica e il condensatore può continuare a funzionare correttamente.

Grazie all’energia immagazzinata dal condensatore, essendo la durata complessiva di tale fenomeno pari a pochi millisecondi, assieme all’energia di scarica risulta ridotta anche la caduta di tensione momentanea. La perdita di capacità risulta dell’ordine dello 0,0001%.

Con la tecnologia dell’autorigenerazione si può raggiungere un utilizzo ottimo del materiale dielettrico dal momento che si può dimensionare il condensatore tenendo conto delle caratteristiche medie d’isolamento presentate dal materiale, piuttosto che per i punti più deboli che risultano, in termini di superficie delle armature, percentualmente molto modesti.

Le scariche avvengono generalmente nella parte più esterna dell’avvolgimento ove il tiro è inferiore e quindi risulta maggiore la possibilità di formazione di sacche d’aria, ed in prossimità del bordo dell’elettrodo, dove, come noto, il campo elettrico è più intenso.

Ti potrebbero interessare

telecamere

Telecamere sul pianerottolo condominiale: occhio all’inquadratura

«Abito in un condominio di una zona periferica e, avendo subìto un tentativo di furto, vorrei installare una piccola telecamera, o un videocitofono che registra, sulla parete esterna della mia porta di ingresso, puntandola sul pianerottolo. Posso farlo autonomamente o devo chiedere il permesso agli altri condòmini? E quali adempimenti devo seguire?», chiede un lettore di Sicurezza.

Gru e sicurezza in cantiere

Gru e sicurezza in cantiere

«In cantiere utilizziamo una gru alimentata tramite una presa protetta da un interruttore differenziale da 30 mA, che però interviene continuamente. Il mio ruolo è quello di responsabile tecnico per la parte elettrica, i colleghi, non essendo elettricisti, “risolvono” il problema bypassando l’interruttore, creando quindi una situazione decisamente pericolosa.

Vorrei sostituire il differenziale con uno da 300 mA, che da alcune prove non risulta intervenire. Ma nella Norma CEI 64-8 leggo che nei cantieri “[…] le prese a spina e gli apparecchi utilizzatori mobili permanentemente connessi, entrambi con corrente nominale fino a 32 A, devono essere protetti da dispositivi differenziali con corrente differenziale nominale non superiore a 30 mA”. Cos’altro potrei fare?», chiede un lettore di Elettro.

telecamere

Telecamere nel giardino privato

«Per ragioni di sicurezza ho deciso di installare un sistema di videosorveglianza nel giardino della mia villetta. Oltre alla mia famiglia, la casa è frequentata abitualmente da amici, parenti, una collaboratrice domestica regolarmente assunta e un giardiniere esterno a partita Iva. Quali sono le regole che devo rispettare per non violare la riservatezza di tutte queste persone?» chiede un lettore di Sicurezza.

Impianti a biomassa

Impianti a biomassa

«Buongiorno, dovrei installare un apparecchio a biomassa – per la precisione una stufa a pellet – all’interno di un monolocale e avrei necessità di sapere se è realizzabile e qual è la norma tecnica di riferimento», chiede un lettore di GT.