Correnti di dispersione e zona paziente

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«In merito alla Norma CEI 64-8/710 variante del 2015, vorrei avere certezza che le masse di apparecchi non elettromedicali, che possono andare nella zona paziente, debbano essere necessariamente assoggettate a provvedimenti al fine di contenere le correnti di dispersione di contatto[…]», chiede un lettore di Elettro+Watt.
Per inquadrare il problema del lettore riprendiamo i contenuti del…

zona paziente correnti di dispersione«Faccio riferimento alla Norma CEI 64-8/710 variante del 2015 Commento 710.2.9 zona paziente (commento e norma). Vorrei avere certezza che le masse di apparecchi non elettromedicali, che possono andare nella zona paziente, debbano essere necessariamente assoggettate a provvedimenti al fine di contenere le correnti di dispersione di contatto quali, ad esempio, trasformatore di separazione o collegamento di terra supplementare oppure eventuali altri, anche in locali di gruppo 1», chiede un lettore di Elettro+Watt.

Per inquadrare il problema del lettore riprendiamo i contenuti del citato articolo (ricordando anche che la nuova edizione della Norma CEI 64-8 che integra tutte le ultime varianti è stata pubblicata quest’anno).

La zona paziente: cosa dice la normativa

Ai sensi dell’articolo 710.2.9 della Norma CEI 64-8, la zona paziente è un «qualsiasi volume in cui un paziente con parti applicate può venire in contatto intenzionale, o non intenzionale, con altri apparecchi elettromedicali o sistemi elettromedicali o con masse e masse estranee o con altre persone in contatto con tali elementi».

I sistemi elettromedicali sono oggetto della Norma CEI 62-51. Esiste la possibilità che nella zona paziente possano esserci masse di apparecchi non elettromedicali. La zona paziente non si applica nel caso di apparecchi elettromedicali alimentati con sorgente elettrica interna, senza pericolo di micro-shock (ad esempio pompa di infusione).

Gli apparecchi utilizzatori non classificabili nella categoria degli “apparecchi elettromedicali”, per definizione non sono (non possono essere) in contatto con il paziente agli scopi previsti dall’art. 710.2.3 Norma CEI 64-8/7 e, pertanto, non richiedono provvedimenti particolari al fine di contenere le correnti di dispersione verso il paziente.

I locali di Gruppo 1

Vale la pena di ricordare però anche che nei locali di Gruppo 1:

  • gli impianti elettrici richiedono il nodo equipotenziale al quale collegare le masse, le masse estranee, gli alveoli PE delle prese a spina come indicato nella Sezione 710 della Norma CEI 64-8/7;
  • in qualunque punto dell’ambiente, compresa la zona paziente, tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche devono essere collegate al nodo equipotenziale e protette da un dispositivo differenziale con Idn ≤ 0,03 A Tipo A o B.

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