Infrastrutture di ricarica

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ricarica in autorimessa condominiale«Devo installare un’infrastruttura di ricarica in un box soggetto a CPI. Ho compreso, di recente, che è necessario collegare l’impianto allo sgancio dei VVFF. Il box di proprietà è parte di un’autorimessa condominiale, anche se la superficie totale è superiore ai 400 m2, non supera i 200 m2 e l’impianto avrà una potenza di 6 kW.

Il mio dubbio riguarda il requisito del progetto in quanto le linee guida dei VVFF non forniscono chiarezza su questo punto. È sufficiente una Dichiarazione di conformità accompagnata da un piccolo progetto redatto dall’installatore o è necessario coinvolgere un progettista abilitato?», chiede un lettore di Elettro.

Dubbio che comincia a essere quotidiano. Se seguiamo l’esempio di tutti i cugini d’oltralpe sarà un ritornello dei prossimi anni. Anticipo che la Norma di riferimento per l’installazione di un punto di carica del veicolo elettrico è la CEI 64-8, in generale, e la sezione 722 in particolare.

L’autorimessa condominiale all’interno della quale è inserito il box di cui parla il lettore è presumibilmente un ambiente ad alto rischio in caso di incendio. Il progetto per l’installazione del punto di carica deve pertanto essere redatto e firmato da un professionista iscritto all’ordine o all’albo (tecnico abilitato).

Se poi questo comporta di intervenire anche sull’esistente impianto elettrico della restante parte di autorimessa (immagino che con elevata probabilità debba essere così), anche questi interventi devono essere progettati da tecnico abilitato e aggiungo attentamente documentati pena perdere (come spesso avviene) il controllo della situazione in un contesto in cui soggetti diversi a titolo diverso intervengono su impianti magari distinti in termini formali e di proprietà, ma unici in termini di funzionalità.

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