interruttori differenziali di tipo A, AC e B, quali scegliere?

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«Nel mio appartamento a random salta il differenziale. Dopo il rispristino tutto funziona regolarmente e anche per giorni non avviene nulla di strano. Sottolineo che non dipende da sovraccarichi elevati. Come intervenire?» chiede un lettore di Elettro.
Il problema del lettore non è certamente unico dal momento che esistono linee di prodotti specificatamente pensate per avere una maggiore immunità agli scatti intempestivi…

Differenziale«Avrei un quesito elettrico da porvi: nel mio appartamento a random salta il differenziale. Dopo il rispristino tutto funziona regolarmente e anche per giorni non avviene nulla di strano. Sottolineo che non dipende da sovraccarichi elevati. Prevalentemente avviene in mattinata dalle 7.30 alle 8.00. Circa 5 anni fa ho cambiato il differenziale ma la cosa si è ripresentata ancora. Mi hanno suggerito di cambiare salvavita e richiederne uno tipo A in quanto potrei essere vicino ad una centrale (ma questo avviene solo al mio appartamento). Ho già letto un vostro precedente articolo sugli interruttori differenziali, dove si cita anche l’interruttore di tipo B, ma non essendo espertissimo di elettricità non riesco a capire. Sapreste darmi delucidazioni su come intervenire nel mio caso specifico?»

Il problema del lettore non è certamente unico dal momento che esistono linee di prodotti specificatamente pensate per avere una maggiore immunità agli scatti intempestivi. Inizio quindi con la risposta secca e poi ne vediamo la ragione:

  • il ricorso al tipo B non dovrebbe essere utile (il tipo B che è un apparecchio assi più sofisticato, è stato pensato per altro scopo, vedi prima domanda di questo numero);
  • anche il tipo A è stato pensato per altro scopo, ma di fatto, senza entrare nei dettagli, di solito è più immune del tipo AC e il tentativo può essere fatto (anche perché il delta costo non è importante come avviene per il tipo B);
  • i differenziali selettivi debbono superare prove di immunità più severe di quelli di tipo generale, tuttavia la scelta di un dispositivo specificatamente indicato dal costruttore come immune (più immune) alle perturbazioni è la scelta migliore, ce ne sono di tutte le marche con nomi commerciali diversi, si tratta di caratteristiche addizionali non richieste dal minimo normativo, ma operate dal mercato. Anche un dispositivo dotato di richiusa automatica può essere utile se tra i carichi alimentati non ve ne sono che vengono resettati dalla mancanza di tensione temporanea.

Spero che questo risponda al quesito, ora però veniamo alla fisica del problema, nell’ipotesi come scrive il lettore che l’intervento sia effettivamente dovuto al modulo differenziale e non alla protezione di sovracorrente, e che quindi il differenziale non abbia ragione di intervenire ovvero il circuito sia sano e che il differenziale stesso sia sano, gli interventi intempestivi di un differenziale possono essere dovuti a:

  • correnti delle capacità verso terra (sia parassite che di filtri di ingresso) di circuiti sani che vengono messe in tensione oppure sono soggette a sovratensioni di varia origine;
  • sovracorrenti di inserzione in linea che per effetto delle dimensioni fisiche dei conduttori che costituiscono il primario del toroide differenziale generano in questo un flusso sufficiente per attivare il meccanismo di sgancio (la norma EN 61008-1 richiede immunità fino a 6 volte la corrente nominale).

Nel caso del lettore vista la ripetitività oraria probabilmente il problema è legato all’inserimento di qualche carico temporizzato che produce uno degli effetti di cui sopra.

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