La capacità di tenuta al cortocircuito

Condividi

«Sono in disaccordo con l’ufficio tecnico del Committente in merito alla presunta capacità di tenuta al cortocircuito degli apparecchi di manovra che sono stati scelti. Avrei bisogno di un rapido inquadramento normativo, soprattutto per sostanziare la prospettiva che un apparecchio di manovra non debba aprire un cortocircuito poiché ci pensano gli automatici» chiede un lettore della rivista L’impianto elettrico.
Il lettore ha ragione nello scrivere che agli apparecchi di manovra non è richiesto di aprire automaticamente correnti di cortocircuito…

«Sono in disaccordo con l’ufficio tecnico del Committente in merito alla presunta capacità di tenuta al cortocircuito degli apparecchi di manovra che sono stati scelti. Avrei bisogno di un rapido inquadramento normativo, soprattutto per sostanziare la prospettiva che un apparecchio di manovra non debba aprire un cortocircuito poiché ci pensano gli automatici» chiede un lettore della rivista L’impianto elettrico.

Il lettore ha ragione nello scrivere che agli apparecchi di manovra non è richiesto di aprire automaticamente correnti di cortocircuito, tuttavia prima di arrivare al richiesto inquadramento normativo vale la pena precisare che un apparecchio di manovra potrebbe trovarsi nella necessità di chiudere su un cortocircuito così come in quella di dover sopportare una corrente di cortocircuito per il tempo necessario alla protezione deputata ad aprire il circuito.
Gli apparecchi di manovra devono esseri costruiti in modo da sopportare le sollecitazioni termiche ed elettrodinamiche provocate dalle correnti di cortocircuito, nelle condizioni specificate nella relativa norma di prodotto (Norma CEI EN 60947-1, par. 7.2.5.). In particolare, secondo la norma di prodotto, in queste condizioni di funzionamento non devono verificarsi né archi né scariche fra i poli, o fra poli e telaio degli apparecchi.
Le correnti di cortocircuito possono manifestarsi:
– alla chiusura,
– durante il passaggio di corrente in posizione di chiuso,
– all’interruzione.
L’attitudine di un apparecchio di manovra a stabilire, condurre ed interrompere correnti di cortocircuito è specificata nei termini di una o più delle seguenti caratteristiche nominali:
– potere di chiusura nominale in cortocircuito (Icm);
– corrente di breve durata nominale (Icw);
– potere di interruzione nominale in cortocircuito (Icn).
Il potere di chiusura nominale in cortocircuito di un apparecchio è il valore, dichiarato dal costruttore, di corrente di cortocircuito che l’apparecchio è in grado di stabilire in corrispondenza alla tensione di impiego nominale, frequenza nominale e ad uno specificato fattore di potenza in corrente alternata o costante di tempo in corrente continua. È espresso come il massimo valore di picco della corrente presunta in condizioni specificate (Norma CEI EN 60947-1, art. 4.3.6.2).
La corrente di breve durata nominale di un apparecchio è il valore di corrente di breve durata assegnato all’apparecchio dal costruttore, che l’apparecchio può condurre senza danneggiamenti, in condizioni di prova specificate nella relativa norma di prodotto (Norma CEI EN 60947-1, art. 4.3.6.1).
Il potere di interruzione nominale in cortocircuito di un apparecchio è il valore, dichiarato dal costruttore, di corrente di cortocircuito che l’apparecchio è in grado di interrompere in corrispondenza alla tensione nominale, alla frequenza nominale e a uno specificato valore del fattore di potenza in corrente alternata o costante di tempo in corrente continua. È espresso come valore della corrente di interruzione presunta (valore efficace della componente simmetrica nel caso di corrente alternata) in condizioni specificate (Norma CEI EN 60947-1, art. 4.3.6.3).
Nel caso di un apparecchio coordinato con un dispositivo di protezione contro il cortocircuito (SCPD) l’attitudine di un apparecchio di manovra a condurre correnti di cortocircuito è specificata in termini di:
– corrente di cortocircuito condizionata nominale (Iq);
– altri tipi di coordinamento specificati solamente nella relativa norma di prodotto.
La corrente di cortocircuito condizionata nominale di un apparecchio è il valore di corrente presunta dichiarata dal costruttore che l’apparecchio stesso, protetto da un dispositivo di protezione contro il cortocircuito specificato dal costruttore può sopportare in maniera soddisfacente per il tempo di intervento di questo dispositivo in condizioni di prova specificate nella relativa norma di prodotto (Norma CEI EN 60947-1, art. 4.3.6.4).
In questi casi è il costruttore dell’apparecchio di manovra che deve indicare il tipo e le caratteristiche del dispositivo di protezione contro il cortocircuito (SPCD) necessario per la protezione dell’apparecchio.

Richiedi maggiori informazioni

Ti potrebbero interessare

caldaia sottotetto

La caldaia nel sottotetto

«Devo installare una caldaia a camera stagna a tiraggio forzato in un appartamento, ma l’unico locale disponibile è un sottotetto di pertinenza esclusiva del proprietario. È possibile questa tipologia d’installazione? Qual è la norma di riferimento?», chiede un lettore di GT.

telecamere

Telecamere sul pianerottolo condominiale: occhio all’inquadratura

«Abito in un condominio di una zona periferica e, avendo subìto un tentativo di furto, vorrei installare una piccola telecamera, o un videocitofono che registra, sulla parete esterna della mia porta di ingresso, puntandola sul pianerottolo. Posso farlo autonomamente o devo chiedere il permesso agli altri condòmini? E quali adempimenti devo seguire?», chiede un lettore di Sicurezza.

Gru e sicurezza in cantiere

Gru e sicurezza in cantiere

«In cantiere utilizziamo una gru alimentata tramite una presa protetta da un interruttore differenziale da 30 mA, che però interviene continuamente. Il mio ruolo è quello di responsabile tecnico per la parte elettrica, i colleghi, non essendo elettricisti, “risolvono” il problema bypassando l’interruttore, creando quindi una situazione decisamente pericolosa.

Vorrei sostituire il differenziale con uno da 300 mA, che da alcune prove non risulta intervenire. Ma nella Norma CEI 64-8 leggo che nei cantieri “[…] le prese a spina e gli apparecchi utilizzatori mobili permanentemente connessi, entrambi con corrente nominale fino a 32 A, devono essere protetti da dispositivi differenziali con corrente differenziale nominale non superiore a 30 mA”. Cos’altro potrei fare?», chiede un lettore di Elettro.

telecamere

Telecamere nel giardino privato

«Per ragioni di sicurezza ho deciso di installare un sistema di videosorveglianza nel giardino della mia villetta. Oltre alla mia famiglia, la casa è frequentata abitualmente da amici, parenti, una collaboratrice domestica regolarmente assunta e un giardiniere esterno a partita Iva. Quali sono le regole che devo rispettare per non violare la riservatezza di tutte queste persone?» chiede un lettore di Sicurezza.