L’affidabilità dei collegamenti PE

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«Devo realizzare dei collegamenti del PE molto affidabili e soprattutto vorrei farlo con una soluzione supportata da una norma. Esiste qualche prescrizione in merito?» chiede un lettore della rivista “L’impianto elettrico”.
Premesso che, da un lato tutte le norme tecniche (così come del resto le leggi anche se spesso facendo un po’ di confusione) abbiano un campo di applicazione che formalmente ne definisce anche il limite in termini di presunzione di regola d’arte…

«In un contesto che non sto a descrivere, tanto non è influente, debbo realizzare dei collegamenti del PE molto affidabili e soprattutto vorrei farlo con una soluzione in un certo senso supportata da una norma. Esiste qualche prescrizione in merito?» chiede un lettore della rivista “L’impianto elettrico”.

T.B. – Reggio Calabria

Premesso che:
– da un lato tutte le norme tecniche (così come del resto le leggi anche se spesso facendo un po’ di confusione) hanno un campo di applicazione che formalmente ne definisce anche il limite in termini di presunzione di regola d’arte (aspetto formale
– dall’altro soluzioni tecnicamente solide indicate dalle norme per certi contesti possono essere adottate con successo anche in altri contesti nei quali si manifestano condizioni sufficientemente simili a quelle codificate dalla norma nel primo caso (aspetto sostanziale),
quanto vado a scrivere dovrebbe essere verificato dal lettore con specifico riferimento al suo caso di interesse.
La Norma CEI 64-8, tratta i conduttori di protezione di elevata affidabilità all’art. 543.3. Lo scopo dichiarato di questa prescrizione è proprio quello di realizzare collegamenti a terra di protezione affidabili.
Nel caso di conduttori di protezione rinforzati per correnti di dispersione superiori a 10 mA (già all’art. 707.471.3.3.1. nel contesto delle prescrizioni per la messa a terra delle apparecchiature di elaborazione dati), questo requisito si intende soddisfatto, impiegando conduttori di protezione con sezione non inferiore a 10 mm2 se realizzato da un singolo cavo oppure da due conduttori in parallelo aventi ciascuno sezione non inferiore a 4 mm2 e terminali indipendenti.
Se il conduttore di protezione è realizzato utilizzando un’anima di un cavo multipolare allora la somma delle sezioni di tutti i conduttori che costituiscono il cavo multipolare non deve essere inferiore a 10 mm2, compreso il conduttore di protezione che deve avere, inoltre, una sezione non inferiore a 2,5 mm2.

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