Obbligo di prese interbloccate

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«È vero che con l’ultima edizione della Norma CEI 64-8, l’obbligo delle prese interbloccate è stato esteso anche ai campeggi e ai porti?», chiede un lettore di Elettro.

Per prima cosa, come di consueto, do la risposta sintetica: si è vero! Ora però diamo qualche dettaglio in più per capire meglio un quadro che ora si è fatto, a mio parere, più coerente, ma che quasi esaurirà lo spazio dedicato alla rubrica in questo numero.

Già la Norma CEI 64-8/7 del 2021 nei luoghi di pubblico spettacolo, in particolare l’Articolo 752, prevedeva l’obbligo di utilizzare prese interbloccate per l’alimentazione degli apparecchi con corrente maggiore di 16 A alimentati tramite cavi flessibili.

La presa interbloccata, come definito dalla Norma CEI EN 60309-4, è un dispositivo che integra un blocco meccanico, che impedisce:

  • la chiusura del circuito se la spina non è correttamente inserita nella presa. Questo accorgimento evita la possibilità di inserzioni accidentali;
  • l’estrazione della spina quando l’apparecchio di manovra è in posizione di “chiuso”.

L’operazione di collegamento e scollegamento avviene così sempre fuori tensione.

L’edizione 2024 della Norma CEI 64-8 estende la previsione di presa interbloccata ad altri contesti individuati nella sezione 7.

La sezione 708 dedicata agli impianti nei campeggi ora prevede l’utilizzo di prese interbloccate, conformi alle Norme CEI EN 60309-1 e CEI EN 60309-2.

In accordo con la nuova Norma CEI 64-8 – sezione 709, anche tutte le prese elettriche, fino a 63 A, installate nei porti e nelle aree simili devono essere conformi alla Norma CEI EN 60309-2, che prescrive i criteri dimensionali per garantire l’intercambiabilità delle spine e delle prese con spinotti e alveoli cilindrici e devono obbligatoriamente essere interbloccate, secondo quanto indicato dalla Norma CEI EN 60309-4.

Un aspetto fondamentale della Norma CEI 64-8 – sezione 709 è l’estensione del requisito di interblocco anche alle prese mobili. Questa misura è particolarmente importante, poiché le prese mobili, utilizzate spesso in contesti operativi dinamici, sono più soggette a condizioni critiche, come l’esposizione ad acqua, polvere o urti.

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