Quali cavi utilizzare in un impianto di rilevazione fumi?

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Devo installare un impianto di rilevazione di vapori di benzina in una autorimessa di un condominio soggetta al controllo dei vigili del fuoco, devo prevedere cavi LSOH? chiede un lettore di Elettro.
Un fattore che deve essere tenuto sempre in considerazione, e in particolare negli ambienti a maggior rischio in caso d’incendio, è che il rivestimento isolante…

«Devo installare un impianto di rilevazione di vapori di benzina in una autorimessa di un condominio soggetta al controllo dei vigili del fuoco, devo prevedere cavi LSOH?»

Un fattore che deve essere tenuto sempre in considerazione, e in particolare negli ambienti a maggior rischio in caso d’incendio, è che il rivestimento isolante, se non opportunamente scelto, durante la combustione può produrre gas (acidi alogenidrici) corrosivi e tossici, caratterizzati anche da un elevata opacità dei fumi.

La Norma CEI 64-8 non impone l’utilizzo di cavi a basso sviluppo di gas tossici o corrosivi (spesso detti LSOH dall’acronimo anglosassone Low Smoke Zero Halogen) ma si limita a prescrivere (751.04.03) per gli ambienti a maggior rischio in caso d’incendio per l’elevata densità di affollamento o per l’elevato tempo di sfollamento in caso di incendio o per l’elevato danno ad animali e cose che, quando i cavi delle condutture del secondo e del terzo gruppo sono installati in quantità significative in rapporto con le altre sostanze combustibili presenti, si devono adottare provvedimenti nei riguardi dei fumi e dei gas tossici analoghi a quelli stabiliti per le altre sostanze combustibili dalle autorità competenti per il caso specifico. L’obbligo è quindi demandato al rispetto di normative specifiche di prevenzione incendi.

Aggiungo alcune considerazioni più generali. In mancanza di una indicazione specifica da parte del progettista della prevenzione incendi, nel caso specifico suggerisco al lettore di valutare comunque il rischio nei riguardi dei fumi, gas tossici e corrosivi in relazione alla particolarità del tipo di installazione e dell’entità del danno probabile nei confronti di persone e/o cose. Posso tuttavia immaginare che la quantità di isolante dei cavi dell’impianto di rilevazione dei vapori di benzina sia così modesta da non costituire motivo di preoccupazione in sé. Indubbiamente, in questa epoca di specialisti, il buon senso dice che se per assurdo molte figure diverse avessero provveduto all’inserimento nel contesto di quantità poco significative di sostanze combustibili, la loro somma potrebbe non essere necessariamente poco significativa. Come diceva Totò “È sempre la somma che fa il totale”.

L’assenza di fumi opachi è da ritenersi una delle caratteristiche di maggior rilievo, il cui sviluppo ha avuto inizio in tempi relativamente più recenti rispetto ad esempio alla ridotta propagazione, sulla spinta dell’esigenza, manifestata dai gestori di metropolitane, di mantenere, in caso di incendio, un livello di visibilità sufficiente all’interno delle gallerie, in modo da consentire il raggiungimento delle vie di fuga.

Per quanto riguarda i gas emessi durante la combustione, è opportuno osservare inoltre che essendo gli isolanti costituiti da materiali organici e poiché la combustione consiste proprio nella combinazione del carbonio (in essi contenuto) con l’ossigeno dell’aria, è inevitabile la formazione di CO e CO2 in quantità relative che dipendono dal modo in cui avviene la combustione stessa. Dei due gas menzionati, solo il primo è dannoso per l’uomo e la composizione di questo tipo di mescole viene quindi particolarmente curata per ridurre al minimo il quantitativo di CO emesso (favorendo la combustione completa delle stesse), evitando inoltre, nel modo più assoluto, l’impiego di componenti contenenti alogeni.

In tal modo la sicurezza delle persone viene garantita e l’assenza di sostanze corrosive nei fumi di combustione impedisce che, per tale causa, vengano procurati danni anche alle cose.

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