Quando inserire linee salvavita negli impianti?

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«Sto realizzando un progetto per una palazzina di case private che nelle parti comuni prevede delle linee senza nessun salvavita. Siccome non voglio correre rischi li vorrei inserire, l’architetto direttore dei lavori non li vuole riconoscere come extra e il progettista elettrico non vuole riconoscere l’errore. Come devo fare?» chiede un lettore di Elettro.
La norma CEI 64-8 prescrive obbligatoriamente l’installazione dei differenziali per la protezione contro i contatti indiretti realizzata tramite di interruzione automatica dell’alimentazione, ma…

«Sto realizzando un progetto per una palazzina di case private che nelle parti comuni prevede delle linee senza nessun salvavita. Siccome non voglio correre rischi li vorrei inserire, l’architetto direttore dei lavori non li vuole riconoscere come extra e il progettista elettrico non vuole riconoscere l’errore. Come devo fare?» chiede un lettore di Elettro.

Detto che immagino si tratti di un sistema TT 230/400V, la norma CEI 64-8 a partire dal 2007 (sto per la verità andando a memoria, ma la data non dovrebbe essere troppo sbagliata) prescrive obbligatoriamente l’installazione dei differenziali per la protezione contro i contatti indiretti realizzata tramite di interruzione automatica dell’alimentazione, ma… c’è quasi sempre un ma, possono sempre garantire la protezione contro i contatti indiretti anche in altri modi ammessi dalla norma. Senza entrare in troppi dettagli i provvedimenti destinati alla protezione contro i contatti indiretti possono essere classificati in termini generali in due categorie:

  1. la prima è costituita dai sistemi di protezione che tendono a limitare attraverso particolari accorgimenti sul circuito o sull’ambiente in cui questo è inserito, non il tempo, ma la tensione pericolosa;
  2. la seconda categoria è costituita da quelle protezioni che prevedono l’apertura automatica del circuito sede del guasto nell’intento di limitare il tempo per il quale si manifesta la tensione pericolosa.

In considerazione del fatto che le protezioni appartenenti alla seconda categoria agiscono direttamente per l’eliminazione del guasto esse vengono definite attive al contrario delle prime che non realizzando alcuna azione diretta, sono dette passive. Tra le possibili soluzioni progettuali e realizzative sono ascrivibili alla prima categoria la protezione per separazione elettrica mentre alla seconda categoria l’interruzione automatica dell’alimentazione. Ovviamente in tutti questi casi, e anche negli altri che non ho citato, devono poi essere rispettati alcuni ulteriori aspetti di coordinamento con il contesto.

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