Raccordi di giunzione

Condividi

«In un impianto elettrico sono stati realizzati dei giunti tra i tubi corrugati con l’impiego di un pezzo di tubo corrugato e nastro isolante. Si tratta di una modalità di giunzione ammessa dalla Norma CEI 64-8?», chiede un lettore di Elettro.
La Norma CEI 64-8 non entra a tal punto in dettaglio relativamente alla modalità di realizzazione delle vie cavi…

raccordi di giunzione«Nel corso della realizzazione di un impianto elettrico residenziale, in più punti sono stati realizzati dei giunti tra i tubi corrugati con l’impiego di un pezzo di tubo corrugato e nastro isolante. Si tratta di una modalità di giunzione ammessa dalla Norma CEI 64-8?», chiede un lettore di Elettro.

La Norma CEI 64-8 non entra a tal punto in dettaglio relativamente alla modalità di realizzazione delle vie cavi, nel caso del lettore realizzate sottotraccia con tubi corrugati. Vale il principio generale secondo cui, se la norma non vieta, allora si può fare; bisogna tuttavia considerare sempre anche le prescrizioni generali (in un certo senso più teoriche) alle quali si presta magari meno attenzione.

Raccordi di giunzione, cosa prescrive la Norma CEI 64-8

La Norma CEI 64-8, infatti, prescrive che le vie cavi siano realizzate in modo da non rappresentare un pericolo di danno per l’isolamento del cavo durante la fase di installazione e, soprattutto, dispone che sia garantita la sfilabilità dei cavi (art. 37.2 e commento all’art. 522.8.1.1).

A parere dello scrivente: raccordi di giunzione come quelli descritti sono fatti male, potrebbero infatti impedire o rendere difficoltosa o anche pericolosa (danni all’isolamento) l’installazione o la rimozione dei cavi. Se la stessa giunzione venisse eseguita con attenzione (l’attenzione e la grazia sono sempre importanti), non si possono riscontrare particolari criticità che dovrebbero escluderla a priori. Aggiungo che esistono in commercio anche dei raccordi per realizzare una soluzione simile, ma meno artigianale.

Ti potrebbero interessare

Scarico fumi di una caldaia a condensazione

«Buongiorno, ho bisogno di una delucidazione per la canna fumaria di una caldaia domestica. Ho installato una caldaia a condensazione a camera stagna (scarico fumi in pressione positiva) in una cascina, dove c’è un tetto basso (zona deposito) e attaccata c’è l’abitazione principale, più alta di un piano (quindi 3-4 mt più alta rispetto alla tettoia). Il vicino contesta il fatto che la canna fumaria non abbia sbocco al di sopra del tetto. Questa affermazione è corretta? La canna fumaria dovrebbe andare al di sopra del tetto della casa principale, anche se si trova ad una distanza di oltre 15 mt dalla stessa? Non basta il rispetto di certe distanze per la canna fumaria?», chiede un lettore di GT.

Privacy e videosorveglianza fuori dal centro commerciale

«Gestisco un centro commerciale e, a causa di alcuni recenti furti delle auto in sosta, vorrei installare un impianto di videosorveglianza nel parcheggio esterno. Quali sono le regole principali e le cautele che devo adottare per non violare la privacy di clienti e dipendenti?», chiede un lettore di Sicurezza.

tubi interrati

Tubi interrati

«Ma, per una villetta unifamiliare, quali sono le dimensioni dei cavidotti/tubi da prevedere dalla strada, e quanti devono essere 1 o 2?» , chiede un lettore di Elettro.

Caldaia di tipo C in locale aerabile

«Sono stato interpellato da un’impresa che sta ristrutturando un appartamento di proprietà privata. Mi hanno chiesto se sia possibile installare una caldaia uso riscaldamento e produzione acqua calda sanitaria di Tipo C (camera stagna e tiraggio forzato) in un disimpegno come indicato nel disegno allegato.
Il disimpegno comunica con:
– camera doppia con portafinestra
– camera singola con finestra
– bagno con finestra», chiede un lettore di GT.