Rischio elettrico: pericolosità delle parti attive

Condividi

«La protezione di una parte attiva con un coperchio isolante fissato con delle viti con tesa a brugola è sufficiente per garantire la sicurezza in caso di lavori che non prevedono la rimozione del coperchio? È a norma?», chiede un lettore di Elettro.

Domanda interessante. Non tutte le parti attive sono pericolose a priori…

«La protezione di una parte attiva con un coperchio isolante fissato con delle viti con tesa a brugola è sufficiente per garantire la sicurezza in caso di lavori che non prevedono la rimozione del coperchio? È a norma?», chiede un lettore di Elettro.

Domanda interessante. Non tutte le parti attive sono pericolose a priori e, per valutare se un lavoro presenta un rischio elettrico, occorre riferirsi non a tutte le parti attive, ma solo a quelle pericolose e accessibili.

L’effettiva pericolosità di una parte attiva deve essere valutata in relazione a uno specifico pericolo (contatto diretto, arco elettrico). Una parte attiva pericolosa (ossia avente un valore di tensione superiore a quello fissato dalla Norma CEI 64-8 in funzione del tipo di sistema) deve essere considerata accessibile se non sono completamente rispettate le prescrizioni dei metodi di protezione contro i contatti diretti, definite dalle norme tecniche, in particolare dalla Norma CEI 64-8 e dalla Norma CEI EN 61936-1.

Operativamente, ad esempio, la parte attiva pericolosa è considerata accessibile se è:

  • priva di isolamento (nuda);
  • protetta da un involucro o una barriera con un grado di protezione inferiore a IPXXB, oppure questi non sono saldamente fissati, oppure ancora possono essere rimossi senza l’uso di una chiave o di un attrezzo;
  • protetta da ostacoli o il distanziamento risulta inefficace in relazione all’attività che si deve svolgere e/o ai mezzi impiegati, consentendo quindi di avvicinarsi pericolosamente alla parte attiva pericolosa.

Vale la pena sottolineare che l’accessibilità a una parte attiva non va verificata solo in termini di assenza o inefficacia delle misure di protezione, ma anche in relazione alla qualifica delle persone. Ad esempio, la presenza di sole misure parziali di protezione contro i contatti diretti (ostacoli, distanziamento) in aree in cui è permesso l’accesso a persone comuni, equivale, di fatto, a non avere misure di sicurezza idonee a proteggerle.

Ti potrebbero interessare

Scarico fumi di una caldaia a condensazione

«Buongiorno, ho bisogno di una delucidazione per la canna fumaria di una caldaia domestica. Ho installato una caldaia a condensazione a camera stagna (scarico fumi in pressione positiva) in una cascina, dove c’è un tetto basso (zona deposito) e attaccata c’è l’abitazione principale, più alta di un piano (quindi 3-4 mt più alta rispetto alla tettoia). Il vicino contesta il fatto che la canna fumaria non abbia sbocco al di sopra del tetto. Questa affermazione è corretta? La canna fumaria dovrebbe andare al di sopra del tetto della casa principale, anche se si trova ad una distanza di oltre 15 mt dalla stessa? Non basta il rispetto di certe distanze per la canna fumaria?», chiede un lettore di GT.

Privacy e videosorveglianza fuori dal centro commerciale

«Gestisco un centro commerciale e, a causa di alcuni recenti furti delle auto in sosta, vorrei installare un impianto di videosorveglianza nel parcheggio esterno. Quali sono le regole principali e le cautele che devo adottare per non violare la privacy di clienti e dipendenti?», chiede un lettore di Sicurezza.

tubi interrati

Tubi interrati

«Ma, per una villetta unifamiliare, quali sono le dimensioni dei cavidotti/tubi da prevedere dalla strada, e quanti devono essere 1 o 2?» , chiede un lettore di Elettro.

Caldaia di tipo C in locale aerabile

«Sono stato interpellato da un’impresa che sta ristrutturando un appartamento di proprietà privata. Mi hanno chiesto se sia possibile installare una caldaia uso riscaldamento e produzione acqua calda sanitaria di Tipo C (camera stagna e tiraggio forzato) in un disimpegno come indicato nel disegno allegato.
Il disimpegno comunica con:
– camera doppia con portafinestra
– camera singola con finestra
– bagno con finestra», chiede un lettore di GT.