Terminologia: “interruttore generale” e “dispositivo generale”

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dispositivo generale interruttore
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«Per quale motivo l’articolo 37.2 della Norma CEI 64-8 utilizza il termine “interruttore generale” mentre la Norma CEI 0-21 adotta il termine “dispositivo generale”? Tale differenza terminologica implica che il montante debba essere protetto esclusivamente mediante un interruttore e non sia quindi ammesso l’uso di fusibili?», chiede un lettore di Elettro.

Lettore attento, sono molto d’accordo è importante prestare sempre la massima attenzione nella scelta dei termini. Oserei dire ancor più da parte di chi scrive rispetto a chi legge. Sebbene sia sempre auspicabile coerenza terminologica nell’ambito delle norme tecniche (e di legge), in questo caso è tutto formalmente corretto e non c’è nessuna contraddizione tra le due norme.

La Norma CEI 0-21, che, peraltro, ha valore di regola tecnica vincolante, prescrive che il Dispositivo Generale (DG) sia costituito:

  • da un interruttore automatico onnipolare conforme alla Norma CEI EN 60898;
  • da un interruttore automatico onnipolare conforme alla Norma CEI EN 60947-2, idoneo anche alla funzione di sezionamento;
  • da un interruttore di manovra-sezionatore combinato con fusibili conforme alla Norma CEI EN 60947-3 (rif. art. 7.4.4).

Ne consegue che la Norma CEI 0-21 ammette l’impiego di fusibili come protezione contro le sovracorrenti — almeno per il cortocircuito — purché associati a un dispositivo che garantisca la funzione di sezionamento.

Pertanto, il dispositivo generale deve assicurare entrambe le funzioni: sezionamento e protezione contro le sovracorrenti (almeno in caso di cortocircuito). In definitiva, pur utilizzando terminologie differenti, le due norme risultano coincidenti nella sostanza tecnica e funzionale.

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