Telecomunicazioni – Canoni sugli impianti di telefonia

telefoniaIl TAR Emilia Romagna-Bologna, con una recente pronuncia, ha deciso per l’illegittimità dei regolamenti con i quali i Comuni impongono ai gestori degli impianti di telefonia il pagamento di un canone di occupazione del suolo pubblico.

Il TAR con tale sentenza, richiamando precedenti pronunce, ha statuito che: «la presenza di un diverso assetto convenzionale, che preveda il pagamento di canoni concessori eccedenti il limite legale del valore di TOSAP e COSAP si tradurrebbe in uno strumento elusivo del paradigma normativo, che a tutela di interessi primari limita l’onere economico del concessionario».

Impianti di telefonia e canone di occupazione del suolo pubblico: la sentenza del TAR

In sostanza quindi: «non possono essere chiesti oneri e canone diversi o in misura superiore a quella normativamente predeterminata», inoltre il TAR ha confermato il «radicale divieto per le amministrazioni di imporre, per l’utilizzazione del suolo pubblico da parte degli operatori che intendano ivi eseguire interventi di installazione delle reti di telecomunicazioni, prestazioni patrimoniali diverse e aggiuntive rispetto al pagamento della TOSAP o del COSAP, fermo restando l’onere degli operatori di tenere gli enti interessati indenni dalle spese necessarie (sotto ogni profilo, anche della sicurezza) per la sistemazione delle aree pubbliche coinvolte dagli interventi di installazione e manutenzione e di ripristinare a regola d’arte le aree medesime nei tempi stabiliti dagli enti stessi».

(TAR Lazio-Roma, sez. II bis, 11489/2021 e TAR Emilia Romagna-Bologna, sez. II 890/2021).

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