Distanze di sicurezza: protezione termica delle tubazioni del gas

Condividi

apparecchio a biomassa«Dovrei installare un apparecchio a biomassa nello stesso locale dove, attualmente, è installata una caldaia a gas metano. Devo rispettare delle distanze di sicurezza tra il nuovo apparecchio e quello esistente incluse le tubazioni di adduzione del gas? Come si esprime la normativa, in tal senso?», chiede un lettore di GT.

Protezione termica delle tubazioni del gas: la normativa

La norma di riferimento per l’installazione degli apparecchi a biomassa è la UNI 10683:2012, a cui si rimanda per una lettura completa. La norma, pur non indicando delle distanze minime da mantenere con tubazioni e apparecchi alimentati a gas metano, al capitolo 6 (installazione), comma 1 (generalità), prescrive che:

  • “l’impianto di riscaldamento o l’apparecchio deve essere installato in modo da non danneggiare l’edificio o gli altri impianti”.

Per quanto riguarda l’impianto gas metano la norma di riferimento è la UNI 7129:2205 – parte 1, che al seguente punto prescrive:

  • 4.4.2.5 Non è consentito il contatto delle tubazioni gas con tubazioni dell’acqua, per i parallelismi e incroci il tubo del gas, se in posizione sottostante, deve essere protetto con una guaina impermeabile, in materiale polimerico. In alternativa possono essere utilizzati tubi in rame con rivestimento esterno conformi alla UNI 10823 o tubi in acciaio con rivestimento esterno conforme alla UNI 9090 o UNI 10191.
  • Nel caso di parallelismi, sovrappassi e sottopassi con impianti convoglianti fluidi con temperature maggiori di 40 °C, oltre alla protezione idraulica realizzata con adeguate guaine impermeabili, deve essere adottata anche una adeguata protezione termica se le tubazioni gas sono di materiale multistrato metallo plastico oppure di acciaio inossidabile corrugato PLT-CSST.

I punti richiamati non riguardano specificatamente la situazione in oggetto, ma danno una precisa indicazione per evitare surriscaldamenti pericolosi della tubazione. Noi comunque consigliamo, ai fini della sicurezza, di proteggere le tubazioni posate a vista in prossimità di apparecchi a biomassa.

Edicola web

Ti potrebbero interessare

caldaia sottotetto

La caldaia nel sottotetto

«Devo installare una caldaia a camera stagna a tiraggio forzato in un appartamento, ma l’unico locale disponibile è un sottotetto di pertinenza esclusiva del proprietario. È possibile questa tipologia d’installazione? Qual è la norma di riferimento?», chiede un lettore di GT.

telecamere

Telecamere sul pianerottolo condominiale: occhio all’inquadratura

«Abito in un condominio di una zona periferica e, avendo subìto un tentativo di furto, vorrei installare una piccola telecamera, o un videocitofono che registra, sulla parete esterna della mia porta di ingresso, puntandola sul pianerottolo. Posso farlo autonomamente o devo chiedere il permesso agli altri condòmini? E quali adempimenti devo seguire?», chiede un lettore di Sicurezza.

Gru e sicurezza in cantiere

Gru e sicurezza in cantiere

«In cantiere utilizziamo una gru alimentata tramite una presa protetta da un interruttore differenziale da 30 mA, che però interviene continuamente. Il mio ruolo è quello di responsabile tecnico per la parte elettrica, i colleghi, non essendo elettricisti, “risolvono” il problema bypassando l’interruttore, creando quindi una situazione decisamente pericolosa.

Vorrei sostituire il differenziale con uno da 300 mA, che da alcune prove non risulta intervenire. Ma nella Norma CEI 64-8 leggo che nei cantieri “[…] le prese a spina e gli apparecchi utilizzatori mobili permanentemente connessi, entrambi con corrente nominale fino a 32 A, devono essere protetti da dispositivi differenziali con corrente differenziale nominale non superiore a 30 mA”. Cos’altro potrei fare?», chiede un lettore di Elettro.

telecamere

Telecamere nel giardino privato

«Per ragioni di sicurezza ho deciso di installare un sistema di videosorveglianza nel giardino della mia villetta. Oltre alla mia famiglia, la casa è frequentata abitualmente da amici, parenti, una collaboratrice domestica regolarmente assunta e un giardiniere esterno a partita Iva. Quali sono le regole che devo rispettare per non violare la riservatezza di tutte queste persone?» chiede un lettore di Sicurezza.