Rifacimento dell’impianto di riscaldamento, chi deve fare il progetto?

Condividi

“Devo rifare l’impianto di riscaldamento autonomo sostituendo un radiatore in ghisa con uno in alluminio e rinnovando le tubazioni. Verrà sostituita anche la caldaia con una a condensazione da 24 kW. È stata presentata una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) per demolizione di pareti interne e creazione di una stanza e per un cambio d’uso da ufficio ad abitazione. È sufficiente un progetto fatto dall’idraulico installatore o necessito di un progetto del termotecnico?”

Si, è sufficiente un progetto redatto dal responsabile tecnico della Ditta idraulica.

Di esplicitamente scritto non c’è nulla. Il D.M. 22-01-2008 n. 37 all’art. 5 comma 1 prevede che tutti gli impianti debbano essere progettati e redatti da un professionista iscritto all’albo o dal responsabile tecnico della ditta; al comma 2 elenca quali sono i tipi di impianti con obbligo di progettazione da parte di un professionista iscritto all’albo e che nel nostro campo specifico sono:

  • impianti di riscaldamento dotati di canne fumarie collettive ramificate;
  • impianti di climatizzazione potenzialità frigorifera ≥ a 40.000 frigorie/ora;
  • impianti distribuzione gas con portata superiore ai 50 kW.

Altre prescrizioni di obbligatorietà non sono specificate nel predetto Decreto per tale quesito.

Il D.M. del 1-12-1975 prescrive che la centrale termica degli impianti di riscaldamento di potenzialità superiore ai 35 kW debbano essere preventivamente progettati da un professionista iscritto all’albo per quanto concerne le sicurezze, campo dell’INAIL (ex ISPESL) come dettagliato dalla Raccolta R 2009. Questi “paletti” hanno codificato che impianti di riscaldamento fino a 35 kW potevano essere progettati dal responsabile tecnico della ditta.

L'angolo normativo
Se avete qualche dubbio tecnico, impiantistico o normativo, spedite i vostri quesiti all’indirizzo e-mail: gt@tecnichenuove.com.

Richiedi maggiori informazioni

Ti potrebbero interessare

Unico POD

Unico POD

«Due società appartenenti allo stesso gruppo, operanti su un complesso immobiliare industriale avente caratteristiche condominiali (tetto e/o altre parti comuni), eventualmente costituendo un condominio, potrebbero avere un unico POD?», chiede un lettore di Elettro.

Scarico fumi di una caldaia a condensazione

«Buongiorno, ho bisogno di una delucidazione per la canna fumaria di una caldaia domestica. Ho installato una caldaia a condensazione a camera stagna (scarico fumi in pressione positiva) in una cascina, dove c’è un tetto basso (zona deposito) e attaccata c’è l’abitazione principale, più alta di un piano (quindi 3-4 mt più alta rispetto alla tettoia). Il vicino contesta il fatto che la canna fumaria non abbia sbocco al di sopra del tetto. Questa affermazione è corretta? La canna fumaria dovrebbe andare al di sopra del tetto della casa principale, anche se si trova ad una distanza di oltre 15 mt dalla stessa? Non basta il rispetto di certe distanze per la canna fumaria?», chiede un lettore di GT.

Privacy e videosorveglianza fuori dal centro commerciale

«Gestisco un centro commerciale e, a causa di alcuni recenti furti delle auto in sosta, vorrei installare un impianto di videosorveglianza nel parcheggio esterno. Quali sono le regole principali e le cautele che devo adottare per non violare la privacy di clienti e dipendenti?» chiede un lettore di Sicurezza.

tubi interrati

Tubi interrati

«Ma, per una villetta unifamiliare, quali sono le dimensioni dei cavidotti/tubi da prevedere dalla strada, e quanti devono essere 1 o 2?» , chiede un lettore di Elettro.