Traffico di rete sotto osservazione: AI e controllo delle attività dei dipendenti

Condividi
software monitorare attività dei dipendenti

«È possibile utilizzare un sistema automatico di monitoraggio delle connessioni a internet per individuare eventuali abusi da parte dei dipendenti?», chiede un lettore di Sicurezza.

Esistono diverse tipologie di software che permettono di monitorare le attività online dei dipendenti, secondo tre categorie principali: software di monitoraggio del tempo, per analizzare il tempo trascorso dai dipendenti sulle singole applicazioni; software di filtraggio del web, per monitorare l’accesso a singoli siti Internet o a categorie di dati e informazioni, eventualmente introducendo regole di fruizione, white list e black list; software di sorveglianza delle reti, che monitorano il traffico di rete, interno e proveniente dall’esterno, per verificare cosa avviene nella rete aziendale, quali risorse sono principalmente utilizzate, come e dove vengono memorizzati i documenti.

Alcuni software di monitoraggio, solitamente presenti nei dispositivi firewall, svolgono anche analisi di tipo comportamentale, per individuare tentativi di escalation dei privilegi o comportamenti anomali degli utenti autorizzati basati sui precedenti accessi e sui privilegi e autorizzazioni concessi.

L’utilizzo di questi software può essere utile per identificare comportamenti illeciti o scorretti, come l’utilizzo di siti web e applicazioni personali durante l’orario di lavoro, l’accesso a siti web potenzialmente dannosi o contenenti materiale di provenienza illecita, lo scaricamento di file protetti dal diritto d’autore senza licenza d’uso, l’invio di e-mail o messaggi inappropriati, denigratori, offensivi, anche tramite i social network.

In base al grado di approfondimento delle verifiche, è necessario che i dipendenti siano informati dell’esistenza e dell’utilizzo, da parte del datore di lavoro, di tali strumenti di analisi. È inoltre necessario che l’azienda si sia dotata – e abbia diffuso – un regolamento per l’uso delle risorse e dei dispositivi IT aziendali, affinché i dipendenti siano edotti delle condotte lecite, di quelle tollerate e di quelle da evitare.

Infine, trattandosi di strumenti che potrebbero comportare il controllo a distanza del dipendente, è necessario un accordo sindacale o, in assenza delle rappresentanze aziendali, l’autorizzazione della locale Direzione Territoriale del Lavoro.

Richiedi maggiori informazioni

Edicola web

[paperlit id="prj_5c66717ea7555" show_issue="yes" all_title="Edicola Web"]

Ti potrebbero interessare

Scarico fumi di una caldaia a condensazione

«Buongiorno, ho bisogno di una delucidazione per la canna fumaria di una caldaia domestica. Ho installato una caldaia a condensazione a camera stagna (scarico fumi in pressione positiva) in una cascina, dove c’è un tetto basso (zona deposito) e attaccata c’è l’abitazione principale, più alta di un piano (quindi 3-4 mt più alta rispetto alla tettoia). Il vicino contesta il fatto che la canna fumaria non abbia sbocco al di sopra del tetto. Questa affermazione è corretta? La canna fumaria dovrebbe andare al di sopra del tetto della casa principale, anche se si trova ad una distanza di oltre 15 mt dalla stessa? Non basta il rispetto di certe distanze per la canna fumaria?», chiede un lettore di GT.

Privacy e videosorveglianza fuori dal centro commerciale

«Gestisco un centro commerciale e, a causa di alcuni recenti furti delle auto in sosta, vorrei installare un impianto di videosorveglianza nel parcheggio esterno. Quali sono le regole principali e le cautele che devo adottare per non violare la privacy di clienti e dipendenti?», chiede un lettore di Sicurezza.

tubi interrati

Tubi interrati

«Ma, per una villetta unifamiliare, quali sono le dimensioni dei cavidotti/tubi da prevedere dalla strada, e quanti devono essere 1 o 2?» , chiede un lettore di Elettro.

Caldaia di tipo C in locale aerabile

«Sono stato interpellato da un’impresa che sta ristrutturando un appartamento di proprietà privata. Mi hanno chiesto se sia possibile installare una caldaia uso riscaldamento e produzione acqua calda sanitaria di Tipo C (camera stagna e tiraggio forzato) in un disimpegno come indicato nel disegno allegato.
Il disimpegno comunica con:
– camera doppia con portafinestra
– camera singola con finestra
– bagno con finestra», chiede un lettore di GT.