A Milano Comoli Ferrari ha riunito aziende, istituzioni, investitori e centri di ricerca per discutere il ruolo strategico dell’impiantistica nella transizione energetica e digitale del Paese.
L’impiantistica italiana vale 92,3 miliardi di euro di valore della produzione, posizionandosi al secondo posto in Europa dopo la Germania. Il comparto rappresenta il 27,3% del volume d’affari complessivo delle costruzioni, una quota che continua a crescere anche nei periodi di rallentamento del mercato. L’export del settore ha raggiunto 23,3 miliardi di euro nel 2024, registrando una crescita del 31,3% rispetto al 2019.
Si tratta di una filiera che coinvolge edifici, infrastrutture, luoghi di lavoro e abitazioni, assumendo un ruolo sempre più centrale nello sviluppo economico e tecnologico del Paese.
Si calcola inoltre che l’edilizia rappresenti quasi il 40% dei consumi energetici nazionali e che oltre il 60% degli edifici residenziali italiani è stato costruito prima degli anni Ottanta, collocandosi nelle classi energetiche meno performanti. Nel 2025 la spesa nel mercato dei servizi energetici ha raggiunto circa 17 miliardi di euro.
Comoli Ferrari riunisce la filiera a Milano
In questo contesto di profonda trasformazione, Comoli Ferrari, azienda italiana attiva nel mercato dell’impiantistica, ha riunito all’Allianz MiCo di Milano, lo scorso 15 ottobre, i principali player nazionali e internazionali del settore, insieme a industriali, investitori e rappresentanti delle istituzioni regionali e nazionali.
Grazie al contributo di centri di ricerca come CRESME e Cerved, l’evento ha offerto a oltre 300 partecipanti strumenti di analisi e dati di mercato sulle prospettive del settore, attraverso gli interventi di Lorenzo Bellicini e Alessandro Gorla.
«Abbiamo selezionato una platea volutamente molto eterogenea: una buona parte del mondo della produzione, più tutta una serie di stakeholder che possiamo definire nel campo dei ‘fornitori di servizi’, dalle banche, ai big tech di tecnologia. Perché sono tanti i partner di questo ecosistema che fanno parte della nostra quotidianità e che ci consentono di far crescere ed evolvere il comparto dell’impiantistica.»
Paolo Ferrari, AD di Comoli Ferrari.
La trasformazione di cui parla Ferrari non riguarda soltanto le tecnologie, ma la struttura stessa del settore. Nuovi attori come software house, startup e progettisti digitali stanno entrando nel mercato, mentre crescono nuove opportunità legate a data center, intelligenza artificiale, edifici connessi, automazione e servizi energetici evoluti.
A questi cambiamenti si affiancano nuove responsabilità relative a sostenibilità, riduzione delle emissioni, ecodesign, sicurezza ed efficientamento energetico.
I confini tradizionali tra impiantistica elettrica, idrotermosanitaria e digitale tendono progressivamente a convergere, dando forma a un settore più integrato e articolato.
Un esempio concreto di questa evoluzione è rappresentato dal Decreto Requisiti Minimi, in vigore da giugno 2026, che introduce l’obbligo di adottare sistemi di Building Automation and Control (BACS) di classe B negli edifici non residenziali. Una misura che amplia significativamente il ruolo dell’impiantistica nella gestione e nell’efficienza del patrimonio costruito.
«Dove c’è qualcosa che non funziona, vedo opportunità. Perché, a partire dall’infrastruttura Paese, dall’elettrificazione, o da meno del 25% del parco immobiliare a norma, parliamo di occasioni su cui investire e giocare un ruolo da protagonista, in ottica, per altro, di efficienza del Paese. È chiaro che, come si colgono le opportunità dipende, poi, da come si mette in atto un percorso. Quello che ci serve è avere stabilità e costruire dunque un progetto di medio-lungo periodo, che consenta alle aziende, alle istituzioni, a tutti quanti, di remare nella stessa direzione».
Paolo Ferrari, AD di Comoli Ferrari.
Il confronto con istituzioni e mondo industriale
Sui temi citati da Ferrari sono state sollecitate le autorità presenti in ambito nazionale e regionale: il Sen. Alessio Butti (Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale), l’On. Alberto Gusmeroli (Presidente X Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati), Massimo Sertori (Assessore agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche, Utilizzo risorsa idrica della Regione Lombardia), Matteo Marnati, Assessore all’Ambiente, Intelligenza artificiale, Energia, Innovazione, Ricerca della Regione Piemonte).
Al dibattito hanno partecipato anche alcuni dei principali operatori industriali del settore, tra cui Siemens, Schneider Electric, ABB, BTicino, Gewiss, Ariston e BWT. Dal confronto è emersa la necessità di rafforzare la capacità del sistema di fare rete e di adottare strategie condivise per affrontare le trasformazioni in corso.
«Viviamo, in questo momento, in un Paese a intermittenza. Questo ci crea grossissimi problemi già in momenti di stabilità. In una fase complessa, in cui evoluzione tecnologica e culturale si affianca ad un gap generazionale che non ha precedenti, occorre affrontare una complessità a cui non eravamo abituati e, forse, pronti. Per questo una strategia condivisa è davvero irrinunciabile. Essere parte di questa conversazione significa contribuire a costruirla e non a subirne le conseguenze. Per questo crediamo che sia indispensabile ora mettersi insieme a un tavolo per concertare rispetto alle prossime esigenze e sfide del settore dell’impiantistica e remare tutti nella stessa direzione. L’alternativa è soccombere a quello che viene».
Paolo Ferrari, AD di Comoli Ferrari.
Le prospettive di crescita del comparto
Secondo le stime presentate durante l’incontro, entro il 2030 il contributo dell’impiantistica al PIL potrebbe triplicare, generando oltre 70.000 nuovi posti di lavoro diretti e circa 220.000 posti indiretti lungo l’intera filiera.
L’intervento di Cerved Rating Agency ha evidenziato il rafforzamento economico-finanziario registrato dal comparto negli ultimi anni. Dopo una fase di crescita della redditività, favorita anche dagli incentivi legati al Superbonus, le imprese hanno registrato un rallentamento mantenendo comunque una struttura finanziaria più solida rispetto al passato.
Nel 2025 la capacità di copertura degli interessi passivi ha raggiunto circa dieci volte il loro valore, mentre la probabilità di default si è attestata al 4,4%, con un rischio di credito allineato o inferiore alla media del portafoglio analizzato da Cerved.
Opportunità e criticità per i prossimi anni
Le prospettive di sviluppo riguardano soprattutto la prosecuzione degli interventi di efficientamento energetico, l’automazione degli edifici, gli investimenti nell’edilizia pubblica e la crescita dei contratti di global service.
Tra le principali criticità emergono invece la normalizzazione della domanda dopo la stagione del PNRR, la frammentazione del mercato e la difficoltà nel reperire manodopera specializzata, con possibili ripercussioni sui tempi e sulla qualità delle realizzazioni.
Per affrontare queste sfide, molte imprese stanno puntando sulla diversificazione dell’offerta, su servizi a maggiore valore aggiunto, su operazioni di aggregazione e sul rafforzamento delle competenze organizzative e finanziarie.
Verso un osservatorio permanente sull’impiantistica
Un segnale importante arriva anche da FME – Federazione Nazionale Grossisti Distributori Materiale Elettrico, di cui Paolo Ferrari è vicepresidente, che il prossimo 24 novembre presenterà il progetto “Impianti elettrici evoluti per abitazioni pronte al futuro”.
In parallelo, Comoli Ferrari ha lanciato l’idea di un osservatorio dedicato all’evoluzione del mercato impiantistico, sviluppato insieme al Forum del Futuro Quotidiano e a CRESME.
L’obiettivo è creare uno strumento permanente di analisi del settore, capace di raccogliere dati, monitorare i trend di mercato e favorire il confronto tra tutti gli attori della filiera.
Una filiera chiamata a fare sistema
L’incontro milanese ha evidenziato come il futuro dell’impiantistica non dipenda soltanto dall’innovazione tecnologica, ma anche dalla capacità di costruire una visione condivisa tra imprese, istituzioni e mondo della ricerca.
In un contesto caratterizzato da transizione energetica, digitalizzazione e crescente complessità, la collaborazione tra i diversi attori del settore viene indicata come uno degli elementi chiave per sostenere la competitività e la crescita del sistema Paese nei prossimi anni.
