«Con quale interruttore differenziale (di Tipo A, B, o di Tipo S) sarebbe meglio proteggere a monte un UPS? E a valle, posso usare solo magnetotermici?», chiede un lettore di Elettro.
Per rispondere alla domanda su quale sia il migliore interruttore differenziale, dovremmo andare un po’ più nel dettaglio dello schema di UPS…
«Con quale interruttore differenziale (di Tipo A, B, o di Tipo S) sarebbe meglio proteggere a monte un UPS? E a valle, posso usare solo magnetotermici?», chiede un lettore di Elettro.
Per rispondere alla domanda su quale sia il migliore interruttore differenziale, dovremmo andare un po’ più nel dettaglio dello schema di UPS. Non sapendo quale sia quello del lettore faccio riferimento a doppia conversione con bypass e trasformatore.
In questo caso la risposta è positiva. Un differenziale, del tipo e della taglia corretta, posto a monte dell’UPS, infatti, interviene anche per un guasto a valle dell’UPS. I carichi alimentati dall’UPS rimangono in tensione ma in condizioni di sicurezza.
Spero che le figure seguenti siano chiarificatrici anche per ragionare su eventuali altri schemi. Preciso che sono riferite ad un sistema TT ma si trattasse di un sistema TN la sostanza non cambierebbe.
FIG.1 – CORRENTE di guasto verso terra nel caso di alimentazione in presenza di rete attraverso l’UPS o in assenza di rete in isola. La corrente di guasto è rilevabile e interrompibile da una opportuna protezione differenziale posta a monte dell’UPSFIG.2 – CORRENTE di guasto verso terra nel caso di alimentazione attraverso il by-pass in presenza di rete. La corrente di guasto è ancora rilevabile e interrompibile da una opportuna protezione differenziale posta a monte dell’UPSFIG.3 – CORRENTE di guasto verso terra nel caso di guasto a monte dell’UPS. La corrente di guasto è sempre rilevabile e interrompibile da una opportuna protezione differenziale posta a monte dell’UPS
«Devo installare una caldaia a camera stagna a tiraggio forzato in un appartamento, ma l’unico locale disponibile è un sottotetto di pertinenza esclusiva del proprietario. È possibile questa tipologia d’installazione? Qual è la norma di riferimento?», chiede un lettore di GT.
«Abito in un condominio di una zona periferica e, avendo subìto un tentativo di furto, vorrei installare una piccola telecamera, o un videocitofono che registra, sulla parete esterna della mia porta di ingresso, puntandola sul pianerottolo. Posso farlo autonomamente o devo chiedere il permesso agli altri condòmini? E quali adempimenti devo seguire?», chiede un lettore di Sicurezza.
«In cantiere utilizziamo una gru alimentata tramite una presa protetta da un interruttore differenziale da 30 mA, che però interviene continuamente. Il mio ruolo è quello di responsabile tecnico per la parte elettrica, i colleghi, non essendo elettricisti, “risolvono” il problema bypassando l’interruttore, creando quindi una situazione decisamente pericolosa.
Vorrei sostituire il differenziale con uno da 300 mA, che da alcune prove non risulta intervenire. Ma nella Norma CEI 64-8 leggo che nei cantieri “[…] le prese a spina e gli apparecchi utilizzatori mobili permanentemente connessi, entrambi con corrente nominale fino a 32 A, devono essere protetti da dispositivi differenziali con corrente differenziale nominale non superiore a 30 mA”. Cos’altro potrei fare?», chiede un lettore di Elettro.
«Per ragioni di sicurezza ho deciso di installare un sistema di videosorveglianza nel giardino della mia villetta. Oltre alla mia famiglia, la casa è frequentata abitualmente da amici, parenti, una collaboratrice domestica regolarmente assunta e un giardiniere esterno a partita Iva. Quali sono le regole che devo rispettare per non violare la riservatezza di tutte queste persone?» chiede un lettore di Sicurezza.