Condensatori per rifasamento guasti: colpa delle armoniche?

Condividi

«Abbiamo installato una batteria di rifasamento alcuni anni fa nell’avanquadro di un grande magazzino, quando ho verificato la potenza la settimana scorsa si direbbe che molti dei condensatori si siano guastati. Ho interpellato il mio fornitore che ipotizza sia dovuto a delle armoniche (…) Qualcosa non va. Mi spiega come funziona?».
Temo che l’agente del lettore abbia ragione in entrambi i casi…

condensatori per rifasamento«Abbiamo installato una batteria di rifasamento alcuni anni fa nell’avanquadro di un grande magazzino, quando ho verificato la potenza la settimana scorsa si direbbe che molti dei condensatori si siano guastati. Ho interpellato il mio fornitore che ipotizza sia dovuto a delle armoniche, ma lui stesso – quando mi ha venduto la batteria – aveva detto che erano condensatori autorigeneranti e me lo ha ripetuto anche in questo caso. Qualcosa non va. Mi spiega come funziona?», chiede un lettore di Elettro.

Temo (ovvero è assai probabile) che l’agente del lettore abbia ragione in entrambi i casi. La stragrande maggioranza dei condensatori per rifasamento BT attualmente disponibili sul mercato sono infatti del tipo auto-rigenerabile. Il che mi porta a dire che, con ogni probabilità, lo siano anche quelli del lettore.

Purtroppo, i condensatori di questo tipo non rinascono da sé stessi come faceva la Fenice, ma piuttosto il sistema di autorigenerazione lavora a livello micro, di fatto riducendo progressivamente la capacità. Una scarica provocata da una sovratensione o da un punto debole del dielettrico non porta, infatti, a un cortocircuito permanente tra le armature del condensatore, ma isola il guasto attraverso la vaporizzazione del materiale degli elettrodi che si trovano accanto allo stesso punto di scarica e il condensatore può continuare a funzionare correttamente.

Grazie all’energia immagazzinata dal condensatore si osserva che, essendo la durata complessiva di tale fenomeno pari a pochi millisecondi, assieme all’energia di scarica, risulta ridotta anche la caduta di tensione momentanea. La perdita di capacità risulta dell’ordine dello 0,0001% ma con il passare del tempo l’effetto può risultare evidente.

Con la tecnologia dell’autorigenerazione si può raggiungere un utilizzo ottimo del materiale dielettrico dal momento che si può dimensionare il condensatore, tenendo conto delle caratteristiche medie d’isolamento presentate dal materiale, piuttosto che per i punti più deboli che risultano, in termini di superficie delle armature, percentualmente molto modesti.

Arriviamo infine alla seconda affermazione dell’agente del lettore. In effetti, anche se non si possono dare sempre a priori e comunque tutte le colpe alle armoniche, bisogna riconoscere che i condensatori siano tra le prime vittime se non correttamente dimensionati e dotati di una induttanza di sbarramento.

Edicola web

  • n.3 - Aprile 2026
  • n.2 - Marzo 2026
  • n.1 - Febbraio 2026

Ti potrebbero interessare

rischio da fulminazione

Rischio da fulmini

«Il mio committente mi ha richiesto l’aggiornamento di una relazione di valutazione del rischio da fulminazione, redatta da un altro professionista nell’autunno 2020. Vorrei però capire, a vostro avviso, è effettivamente necessario un aggiornamento?», chiede un lettore di Elettro.

impianto a gas

Modifiche su un impianto a gas esistente

«Buongiorno, devo intervenire su un impianto a gas metano esistente, realizzato prima
del 2008 all’interno di un’abitazione privata, che alimenta una caldaia e un piano cottura.
L’impianto è sprovvisto di Dichiarazione di Conformità e inoltre:
– l’alimentazione gas metano della caldaia e del piano cottura sono realizzati con
tubazioni di gomma flessibile derivati da due rubinetti posizionati all’esterno dell’abitazione;
– le tubazioni in gomma flessibile transitano all’interno di una parete in cartongesso.
È possibile predisporre i documenti per riattivare l’utenza gas metano?», chiede un lettore di GT

Chiarimenti normativi CEI EN IEC 62305-2

Chiarimenti normativi

«Ho visionato la nuova edizione della Norma CEI EN IEC 62305-2, ma vorrei comprendere meglio secondo quali criteri un impianto potrebbe risultare non autoprotetto», chiede un lettore di Elettro.

caldaie

Appartamento con due caldaie

«Buongiorno, sono in procinto di acquistare il monolocale confinante con il mio appartamento allo scopo di aumentare i vani della mia attuale abitazione, per esigenze di spazio. Il monolocale e il mio appartamento sono naturalmente ora completamente divisi in termini di impiantistica (acqua, luce, e gas). Il mio obiettivo, se non altro dettato da un minor intervento di ristrutturazione, verterebbe nel tenere entrambe le caldaie rendendo autonome le due case, anche se dopo la ristrutturazione risulteranno in un’unica abitazione. I miei dubbi sono relativi ai contatori, alla documentazione e alla reale possibilità d’esecuzione in termini di legalità e conformità», chiede un lettore di GT.