Dispositivo di sezionamento

Condividi

«Nel caso di un impianto FV da 150 kW sul tetto di un fabbricato industriale, che ospita un’attività soggetta al controllo dei Vigili del Fuoco con sala quadri inverter compartimentata dal resto dell’attività e lucernari in copertura, è possibile prevedere il sezionamento generale relativo ai morsetti dell’inverter comandato da un pulsante di emergenza posizionato al piano terra sempre accessibile[…]?» chiede un lettore di Elettro.
Per rispondere, è necessario ipotizzare due scenari…

dispositivo di sezionamento

«Nel caso di un impianto FV da 150 kW sul tetto di un fabbricato industriale, che ospita un’attività soggetta al controllo dei Vigili del Fuoco con sala quadri inverter compartimentata dal resto dell’attività e lucernari in copertura, è possibile prevedere il sezionamento generale relativo ai morsetti dell’inverter comandato da un pulsante di emergenza posizionato al piano terra sempre accessibile? La distanza della sala inverter rispetto all’impianto FV è pari a circa 40 m. L’alternativa sarebbe fare dei quadri di stringa per sezionare sopra la copertura», chiede un lettore di Elettro.

Per rispondere, è necessario ipotizzare due scenari e considerare alcune condizioni di contorno. Se il percorso del cavo in corrente continua è completamente esterno al fabbricato e protetto in caso di incendio interno all’edificio, non vedo controindicazioni a un sezionamento diretto relativo all’intero locale inverter. Bisogna però considerare che se l’incendio è all’interno del locale inverter e per dimensione del focolaio si deve intervenire con agenti estinguenti conduttivi, è necessario sezionare a monte del locale inverter, per esempio nei quadri di stringa (potrebbe anche essere un quadro di campo).

In ogni caso, è sempre necessario verificare che il dispositivo di sezionamento sia posizionato in modo tale da risultare protetto dall’azione termica dell’incendio.

Ti potrebbero interessare

telecamere

Telecamere sul pianerottolo condominiale: occhio all’inquadratura

«Abito in un condominio di una zona periferica e, avendo subìto un tentativo di furto, vorrei installare una piccola telecamera, o un videocitofono che registra, sulla parete esterna della mia porta di ingresso, puntandola sul pianerottolo. Posso farlo autonomamente o devo chiedere il permesso agli altri condòmini? E quali adempimenti devo seguire?», chiede un lettore di Sicurezza.

Gru e sicurezza in cantiere

Gru e sicurezza in cantiere

«In cantiere utilizziamo una gru alimentata tramite una presa protetta da un interruttore differenziale da 30 mA, che però interviene continuamente. Il mio ruolo è quello di responsabile tecnico per la parte elettrica, i colleghi, non essendo elettricisti, “risolvono” il problema bypassando l’interruttore, creando quindi una situazione decisamente pericolosa.

Vorrei sostituire il differenziale con uno da 300 mA, che da alcune prove non risulta intervenire. Ma nella Norma CEI 64-8 leggo che nei cantieri “[…] le prese a spina e gli apparecchi utilizzatori mobili permanentemente connessi, entrambi con corrente nominale fino a 32 A, devono essere protetti da dispositivi differenziali con corrente differenziale nominale non superiore a 30 mA”. Cos’altro potrei fare?», chiede un lettore di Elettro.

telecamere

Telecamere nel giardino privato

«Per ragioni di sicurezza ho deciso di installare un sistema di videosorveglianza nel giardino della mia villetta. Oltre alla mia famiglia, la casa è frequentata abitualmente da amici, parenti, una collaboratrice domestica regolarmente assunta e un giardiniere esterno a partita Iva. Quali sono le regole che devo rispettare per non violare la riservatezza di tutte queste persone?» chiede un lettore di Sicurezza.

Impianti a biomassa

Impianti a biomassa

«Buongiorno, dovrei installare un apparecchio a biomassa – per la precisione una stufa a pellet – all’interno di un monolocale e avrei necessità di sapere se è realizzabile e qual è la norma tecnica di riferimento», chiede un lettore di GT.