Danni da sovraccarico di tensione, quando è esclusa la responsabilità

Nel caso in esame, Tizio citava in giudizio la società di distribuzione dell’energia elettrica al fine di ottenere il risarcimento dei danni subiti nell’immobile di sua proprietà in seguito a un incendio, a suo dire, sviluppatosi a causa di un sovraccarico di tensione dell’energia elettrica.

Il Tribunale ha accolto la domanda risarcitoria. Impugnata la sentenza, la corte d’appello di competenza ha invece riformato da decisione del giudice di primo grado rigettando pertanto la richiesta di risarcimento danni. Tizio ricorre in cassazione e la corte, analizzata la vicenda e le indagini istruttorie svolte anche in secondo grado, ha confermato la decisione della Corte d’Appello ritenendo che,nel caso di specie e per le modalità in cui è scoppiato l’incendio, alcuna responsabilità poteva essere imputata alla società di distribuzione dell’energia elettrica in quanto è stato dimostrato non essere causato da sovratensione di energia.

Ha ritenuto infatti che: «Secondo il consulente, valutando gli avvenimenti riportati dalle parti, le osservazioni dei Vigili del Fuoco e del C.T.U., nonché le statistiche sulle cause degli incendi e la logica di funzionamento dei dispositivi di protezione, la causa più probabile dell’incendio sviluppatosi nell’abitazione era un guasto sull’impianto elettrico situato a valle del punto di consegna dell’energia e, nello specifico, un guasto della presa di alimentazione retrostante il frigorifero posizionato nella cucina, non un sovraccarico di tensione sull’impianto». (Ord. Cass. Civ. n. 25841/2021).

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