Aggiornamenti: furto di energia elettrica e riforma Cartabia

furto di energia elettricaAnche a seguito della riforma Cartabia (D.Lgs. 150/2022) rimane reato il c.d. furto di energia elettrica e resta altresì procedibile d’ufficio ai sensi dell’art. 624 del Codice penale.

Il furto di energia elettrica è talvolta considerato come furto aggravato e pertanto punibile con la reclusione da due a sei anni e con una multa da 927 euro a 1500 euro.

In senso confermativo rispetto alla natura del reato, ha statuito la Corte di Cassazione che, con una recentissima sentenza, del 7 marzo 2023, ha rigettato il ricorso di un imputato, condannato per aver sottratto la corrente elettrica da bagni pubblici comunali procurandosi un allaccio abusivo e integrando pertanto il reato anzidetto.

Per la Corte, inoltre, tale comportamento integra non solo reato ma è altresì esclusa la non punibilità per particolare tenuità del fatto.

(Corte di Cassazione sentenza n. 9452/2023)

Ti potrebbero interessare

rischio elettrico

Rischio elettrico e responsabilità datoriale

La sentenza della Cassazione ribadisce i limiti dell’abnormità in materia di prevenzione antinfortunistica.

L’importanza di definire le responsabilità del distributore

Con l’ordinanza n. 34762 del 28 dicembre 2024, la Corte di Cassazione è intervenuta nel contenzioso tra un utente e i soggetti erogatori di energia elettrica riguardo la responsabilità del distributore per un contatore guasto e le relative conseguenze civili.

Quando la delibera è valida anche senza relazione tecnica?

Nel caso in esame, un condomino impugnava dinanzi all’autorità competente una delibera assembleare con la quale il condominio aveva ritenuto non necessaria, alla luce della normativa vigente, la redazione di una diagnosi energetica né la determinazione del criterio di ripartizione delle spese di riscaldamento secondo la disciplina specifica di settore.

Sostituzione della colonna di scarico e ripartizione delle spese

Nel caso in esame, una condomina ha impugnato una delibera assembleare contestando la ripartizione delle spese sostenute per la sostituzione di una conduttura di scarico delle acque nere, poiché suddivise in parti uguali tra i condomini interessati anziché in base ai millesimi di proprietà.