Caduta di tensione

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«Nel corso di una verifica di manutenzione di un impianto in un negozio, ho notato che la tensione in alcune prese è pari a 210-215 V anziché 230 V come a inizio linea (…). Come devo procedere? È necessario adeguare l’impianto?», chiede un lettore di Elettro.

Nella Norma CEI 64-8, il limite del 4% per la caduta di tensione non è una prescrizione, ma una raccomandazione…

caduta di tensione
Immagine di freepik

«Nel corso di una verifica di manutenzione di un impianto in un negozio, ho notato che la tensione in alcune prese è pari a 210-215 V anziché 230 V come a inizio linea. Nonostante non riscontri alcun malfunzionamento delle apparecchiature eventualmente collegate e non individui particolari problemi sui quadri, la caduta di tensione supera il 4%. Come devo procedere? È necessario adeguare l’impianto?», chiede un lettore di Elettro.

Nella Norma CEI 64-8, il limite del 4% per la caduta di tensione non è una prescrizione, ma una raccomandazione. Se non si sono manifestati problemi funzionali, non mi preoccuperei immaginando che la portata sia rispettata, così come la protezione.

Poiché siamo però in un momento in cui (giustamente) le attenzioni sono anche per l’ambiente, devo far notare che la caduta di tensione, di fatto, senza entrare in troppe sofisticazioni soprattutto per le piccole sezioni, è proporzionale alle perdite in linea.

Una linea con una caduta di tensione importante è una linea con un rendimento energetico minore di una con caduta di tensione modesta.

Dal punto di vista normativo, la CEI 64-8 si sofferma su questo punto nella parte 8.1, ma anche in questo caso non impone un valore massimo della caduta di tensione, si limita a non premiare il punteggio per la classe dell’impianto.

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