Consumi di energia elettrica: a chi spetta dimostrare il corretto funzionamento del contatore

Consumi di energia elettricaLa società Alfa citò in giudizio una società di distribuzione di energia elettrica in quanto contestava i consumi imputati e di conseguenza gli importi fatturati alla società.

La Corte di Cassazione, intervenuta sulla vicenda, ha affermato che in tema di somministrazione di energia elettrica: «[…] la rilevazione dei consumi mediante contatore è assistita da una mera presunzione semplice di veridicità sicché, in caso di contestazione, grava sul somministrante (anche se convenuto in giudizio con azione di accertamento negativo del credito) l’onere di provare che il contatore era perfettamente funzionante […].

Si è al riguardo precisato che in forza del principio di vicinanza della prova, spetta all’utente contestare il malfunzionamento del contatore – richiedendone la verifica – e dimostrare l’entità dei consumi effettuati nel periodo (avuto riguardo al dato statistico di consumo normalmente rilevato in precedenti bollette e corrispondente agli ordinari impieghi di energia).

Incombe, invece, sul gestore l’onere di provare che lo strumento di misurazione è regolarmente funzionante e, in questo caso, l’utente è tenuto a dimostrare che l’eccessività dei consumi è imputabile a terzi e, altresì, che l’impiego abusivo non è stato agevolato da sue condotte negligenti nell’adozione di misure di controllo idonee ad impedire altrui condotte illecite».

Di conseguenza, ha ritenuto che grava sull’utente contestare, oltre ai consumi, anche il corretto funzionamento del contatore, chiedendone la verifica, spetta poi al gestore dell’energia dimostrare il corretto funzionamento del contatore.

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