La classificazione dei cavi all’interno di una attività commerciale

Condividi

«Che tipo di cavo per linea BT e dati si deve installare all’interno di una attività commerciale con una superficie pari a 400/600 m2?» chiede un lettore di Elettro.
Per poter rispondere purtroppo è necessario fare una serie di premesse e precisazioni…

attività commerciale«Desidero conoscere che tipo di cavo per linea BT e dati si deve installare all’interno di una attività commerciale con una superficie pari a 400/600 m2. Il cliente chiede di installare un cavo rispondente alla classe Cca, noi abbiamo invece installato un cavo di classe Dca, è giusto? Dimenticavo, la tipologia di attività è un centro commerciale».

Per poter rispondere purtroppo devo fare una serie di premesse e precisazioni. So che è odioso quando ci si aspetta un sì o un no secchi, ma in questo caso non riesco proprio a fare diversamente. È compito degli Stati membri definire la classe di reazione al fuoco relativa all’ambiente di installazione. Le autorità nazionali italiane hanno recentemente utilizzato il linguaggio armonizzato del Regolamento CPR nel DM 3 Agosto 2015 (Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell’art. 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139) determinando anche per i cavi le classi minime di prestazione da applicare per una limitata gamma di ambiti installativi.

I requisiti richiesti ai cavi che devono essere installati nei diversi contesti sono fissati dalla Norma CEI 64-8 e dalle prescrizioni eventualmente contenute nel progetto di prevenzione incendi, che avrà comportato una valutazione del rischio, la CPR altro non ha fatto che unificare i criteri di classificazione dei materiali nei confronti della reazione al fuoco. Immaginando che il secondo riferimento non prescriva nel caso specifico nulla, allora, facendo riferimento alla Norma CEI 64-8 possiamo dire che:

  • in generale i cavi destinati a essere incorporati in modo permanente nelle costruzioni devono essere almeno Eca;
  • nei luoghi a maggior rischio in caso di incendio sono sufficienti i cavi Eca quando sono installati:
    a. individualmente oppure;
    b. distanziati tra loro di almeno 250 mm oppure;
    c. individualmente all’interno di tubi protettivi o involucri con grado di protezione almeno IP4X;
    d. viceversa in un fascio (minore di quello della prova prevista dalla Norma EN50575) è necessaria la classe si reazione al fuoco almeno Cca-s2, d1 ,a3.

Ha ragione il cliente del lettore? Anche nelle ipotesi citate (nessuna prescrizione specifica del progetto di prevenzione incendi) dipende dalle condizioni di installazione della linea in esame.

Elettrodubbio
Hai un quesito legato ad aspetti tecnici o normativi?
Scrivi a:
elettro@tecnichenuove.com

Richiedi maggiori informazioni

Edicola web

  • n.2 - Marzo 2026
  • n.1 - Febbraio 2026
  • n.10 - Dicembre 2025

Ti potrebbero interessare

rischio da fulminazione

Rischio da fulmini

«Il mio committente mi ha richiesto l’aggiornamento di una relazione di valutazione del rischio da fulminazione, redatta da un altro professionista nell’autunno 2020. Vorrei però capire, a vostro avviso, è effettivamente necessario un aggiornamento?», chiede un lettore di Elettro.

impianto a gas

Modifiche su un impianto a gas esistente

«Buongiorno, devo intervenire su un impianto a gas metano esistente, realizzato prima
del 2008 all’interno di un’abitazione privata, che alimenta una caldaia e un piano cottura.
L’impianto è sprovvisto di Dichiarazione di Conformità e inoltre:
– l’alimentazione gas metano della caldaia e del piano cottura sono realizzati con
tubazioni di gomma flessibile derivati da due rubinetti posizionati all’esterno dell’abitazione;
– le tubazioni in gomma flessibile transitano all’interno di una parete in cartongesso.
È possibile predisporre i documenti per riattivare l’utenza gas metano?», chiede un lettore di GT

Chiarimenti normativi CEI EN IEC 62305-2

Chiarimenti normativi

«Ho visionato la nuova edizione della Norma CEI EN IEC 62305-2, ma vorrei comprendere meglio secondo quali criteri un impianto potrebbe risultare non autoprotetto», chiede un lettore di Elettro.

caldaie

Appartamento con due caldaie

«Buongiorno, sono in procinto di acquistare il monolocale confinante con il mio appartamento allo scopo di aumentare i vani della mia attuale abitazione, per esigenze di spazio. Il monolocale e il mio appartamento sono naturalmente ora completamente divisi in termini di impiantistica (acqua, luce, e gas). Il mio obiettivo, se non altro dettato da un minor intervento di ristrutturazione, verterebbe nel tenere entrambe le caldaie rendendo autonome le due case, anche se dopo la ristrutturazione risulteranno in un’unica abitazione. I miei dubbi sono relativi ai contatori, alla documentazione e alla reale possibilità d’esecuzione in termini di legalità e conformità», chiede un lettore di GT.