Apparecchi di illuminazione d’emergenza, quali caratteristiche?

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«Quando si incontra un sistema d’illuminazione di sicurezza con apparecchi di illuminazione ordinaria alimentati da una sorgente centralizzata, gli apparecchi devono avere delle caratteristiche particolari? E se sì, qual è la normativa di riferimento?» chede un lettore di Elettro+Watt.
Per poter essere utilizzati per illuminazione di sicurezza gli apparecchi di illuminazione ordinaria devono essere conformi alla norma di prodotto CEI EN 60598-2-22…

«Quando si incontra un sistema d’illuminazione di sicurezza con apparecchi di illuminazione ordinaria alimentati da una sorgente centralizzata, gli apparecchi devono avere delle caratteristiche particolari? E se sì, qual è la normativa di riferimento?» chede un lettore di Elettro+Watt.

Per poter essere utilizzati per illuminazione di sicurezza gli apparecchi di illuminazione ordinaria devono essere conformi alla norma di prodotto CEI EN 60598-2-22, specifica per gli apparecchi di illuminazione di emergenza.

La norma specifica le prescrizioni per gli apparecchi di illuminazione di emergenza che impiegano sorgenti luminose in circuiti di emergenza con tensioni di alimentazione non superiori a 1.000 V.

La norma, che deve essere utilizzata congiuntamente alla CEI EN 60598-1, prevede che gli apparecchi di emergenza devono essere classificati e marcati in base alla loro costruzione come segue.

Sull’apparecchio deve essere chiaramente apposta una designazione unica che indichi il tipo, il modo di funzionamento, i dispositivi inclusi e, nel caso di apparecchio autonomo – che ora non ci interessa -, anche l’autonomia nominale assegnata.

La designazione consiste in un rettangolo diviso in tre o quattro caselle, contenenti ciascuna una o più posizioni. In base alla costruzione, ogni posizione conterrà una lettera o un numero oppure, nel caso in cui non vi sia alcuna indicazione, un punto.

La configurazione della designazione di un apparecchio di emergenza è la seguente:

a b ccccc ddd

 

La prima casella contiene un carattere (a) che individua il tipo:

  • X = autonomo;
  • Z = ad alimentazione centralizzata.

La seconda casella contiene una cifra (b) che individua il modo di funzionamento

  • 0= non permanente;
  • 1= permanente;
  • 2= combinato non permanente;
  • 3= combinato permanente;
  • 4= composto non permanente;
  • 5= composto permanente;
  • 6= satellite.

La terza casella può contenere cinque caratteri (ccccc) che indicano i dispositivi e deve essere completata quando appropriato al momento dell’installazione:

  • A= comprende un dispositivo di prova;
  • B= comprende un dispositivo per il modo di riposo a distanza;
  • C= comprende un dispositivo per il modo di inibizione;
  • D= apparecchio per aree ad alto rischio;
  • E= con una lampada(e) e/o batteria non sostituibile(i);
  • F= unità di alimentazione per la prova automatica conforme alla IEC 61347-2-7, contrassegnata EL-T;
  • G= segnale di sicurezza illuminato internamente.

La quarta casella contiene fino a tre cifre (ddd) e si applica solo agli apparecchi autonomi per indicare la durata minima del modo di emergenza espressa in minuti.

Z 1 F  

 

L’esempio qui sopra significa apparecchio ad alimentazione centralizzata permanente, con funzione automatica di prova con una durata del modo di emergenza che dipenderà dall’alimentazione di emergenza utilizzata nell’installazione.

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