Impianto equipotenziale

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nodo equipotenziale«Sono responsabile della sicurezza di una clinica privata e durante una verifica periodica (DPR 462/01), l’ispettore ha evidenziato delle non conformità riguardanti un nodo equipotenziale in un locale del gruppo 1 – dove alcuni conduttori non sono identificati – concedendo un termine di 30 giorni per effettuare le correzioni necessarie.

Dato che l’impianto era obiettivamente vecchio e non era possibile identificare alcuni conduttori, la direzione ha deciso di rifare completamente l’impianto equipotenziale.

Durante l’ispezione successiva però ci è stato contestato che il nodo equipotenziale non era più visibile, poiché le vecchie scatole trasparenti in plexiglass erano state sostituite con nuove scatole con coperchio opaco, che richiedono la rimozione di quattro viti per accedere al nodo. È necessario che il nodo equipotenziale sia sempre visibile?», chiede un lettore di Elettro.

Le prescrizioni particolari per gli impianti elettrici nei locali medici sono contenute nella Sezione 710 della Norma CEI 64-8.

Ai sensi dell’Art. 710.413.1.2.2.4 le connessioni al nodo devono essere “accessibili” e “identificabili”. La soluzione descritta dal lettore attuale dovrebbe essere accettabile, garantisce infatti sia l’accessibilità (con attrezzo) e, se i conduttori non sono identificati (cosa che non specifica, ma diamo per scontata essendo proprio il motivo che ha condotto al rifacimento) anche il secondo requisito è soddisfatto.

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