La disciplina per l’efficienza energetica degli edifici

Condividi

«Gli edifici industriali, artigianali e rurali, in quanto espressamente esclusi dall’ambito di applicazione della disciplina per l’efficienza energetica degli edifici (punto 3,2, lettere a) e b) del decreto 18546/2019), sono anche esclusi dagli obblighi di cui all’allegato 3 del d.lgs. 28/2011, relativo agli obblighi di copertura di parte del fabbisogno energetico con fonti rinnovabili?»  è il quesito posto da un lettore della rivista L’impianto elettrico.
È un dubbio abbastanza ricorrente e chiarito recentemente anche in una nota della Regione Lombardia…

«Gli edifici industriali, artigianali e rurali, in quanto espressamente esclusi dall’ambito di applicazione della disciplina per l’efficienza energetica degli edifici (punto 3,2, lettere a) e b) del decreto 18546/2019), sono anche esclusi dagli obblighi di cui all’allegato 3 del d.lgs. 28/2011, relativo agli obblighi di copertura di parte del fabbisogno energetico con fonti rinnovabili?»  è il quesito posto da un lettore della rivista ‘L’impianto elettrico’.

È un dubbio abbastanza ricorrente chiarito recentemente anche in una nota della Regione Lombardia alla C.R.O.I.L. Consulta Regionale Ordine degli Ingegneri della Lombardia, che tanto vale riprendere.

Innanzitutto occorre osservare che:

  • il decreto 18546/2019, nel citare le suddette esclusioni, specifica le condizioni di esclusione dall’ambito di applicazione del medesimo decreto, riconducendole alla climatizzazione per esigenze del processo produttivo o all’utilizzo di reflui energetici del processo produttivo non altrimenti utilizzabili o alla mancanza di impianti di climatizzazione;
  • l’art. 11, comma 1, del d.lgs. 28/2011, prevede l’obbligo di copertura di parte del fabbisogno energetico con fonti rinnovabili, indicato nell’allegato 3 del decreto medesimo, per “I progetti di edifici di nuova costruzione ed i progetti di ristrutturazioni rilevanti degli edifici esistenti”, senza introdurre distinzione in base alla loro destinazione d’uso;
  • l’allegato 3 al d.lgs. 28/2011 precisa ai commi 1 e 2 l’obbligo di copertura di parte dei consumi energetici previsti per l’acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento; al comma 3, invece, viene disposto l’obbligo di installare un impianto per la produzione di energia elettrica in relazione alla superficie in pianta dell’edificio al livello del terreno, misurata in m2 .

Ne derivano le seguenti considerazioni:

  • il decreto 18546/2019, in analogia con il d.lgs. 192/2005 ed i decreti ministeriali del 26.6.2015, disciplina i requisiti del sistema “edificio-impianto”, al fine di assicurare la disponibilità dei servizi necessari per il comfort delle persone (acqua calda sanitaria, climatizzazione, illuminazione e ascensori) restando al di sotto di determinate soglie di fabbisogno energetico;
  • gli edifici che sono climatizzati per esigenze del processo produttivo (e non del comfort delle persone), che utilizzano reflui energetici non altrimenti utilizzabili (per i quali, quindi, non si pone la necessità di ridurre il loro uso) o che sono privi di impianti di climatizzazione, non debbono essere assoggettati ai requisiti previsti dal decreto 18546/2019 dal momento che viene meno la necessità di assicurare i servizi di cui alla lettera a), entro determinate soglie di fabbisogno energetico;
  • negli edifici che, per la loro destinazione d’uso, non necessitano di acqua calda sanitaria, riscaldamento e raffrescamento per il comfort delle persone, non è necessario produrre energia da fonti rinnovabili per rispettare gli obblighi di copertura di cui all’allegato 3, commi 1 e 2, del d.lgs. 28/2011; tuttavia, l’obbligo di cui al comma 3 dello stesso allegato non è in funzione dello specifico fabbisogno di acqua calda sanitaria, riscaldamento e raffrescamento ma è commisurato solo alla “superficie in pianta dell’edificio al livello del terreno”.

Per questi motivi, al Regione Lombardia ritiene che l’obbligo di installare impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, prevista dal d.lgs. 28/2011 non debba essere ricondotta ai soli casi a cui si applicano le norme che derivano dal d.lgs. 192/2005 ma che occorra assicurare (per gli edifici di nuova costruzione o soggetti a ristrutturazione rilevante) l’installazione di una potenza elettrica commisurata alla superficie in pianta dell’edificio (come indicato dal suddetto comma 3), a prescindere dal fabbisogno energetico dell’edificio stesso.

Richiedi maggiori informazioni

Ti potrebbero interessare

caldaia sottotetto

La caldaia nel sottotetto

«Devo installare una caldaia a camera stagna a tiraggio forzato in un appartamento, ma l’unico locale disponibile è un sottotetto di pertinenza esclusiva del proprietario. È possibile questa tipologia d’installazione? Qual è la norma di riferimento?», chiede un lettore di GT.

telecamere

Telecamere sul pianerottolo condominiale: occhio all’inquadratura

«Abito in un condominio di una zona periferica e, avendo subìto un tentativo di furto, vorrei installare una piccola telecamera, o un videocitofono che registra, sulla parete esterna della mia porta di ingresso, puntandola sul pianerottolo. Posso farlo autonomamente o devo chiedere il permesso agli altri condòmini? E quali adempimenti devo seguire?», chiede un lettore di Sicurezza.

Gru e sicurezza in cantiere

Gru e sicurezza in cantiere

«In cantiere utilizziamo una gru alimentata tramite una presa protetta da un interruttore differenziale da 30 mA, che però interviene continuamente. Il mio ruolo è quello di responsabile tecnico per la parte elettrica, i colleghi, non essendo elettricisti, “risolvono” il problema bypassando l’interruttore, creando quindi una situazione decisamente pericolosa.

Vorrei sostituire il differenziale con uno da 300 mA, che da alcune prove non risulta intervenire. Ma nella Norma CEI 64-8 leggo che nei cantieri “[…] le prese a spina e gli apparecchi utilizzatori mobili permanentemente connessi, entrambi con corrente nominale fino a 32 A, devono essere protetti da dispositivi differenziali con corrente differenziale nominale non superiore a 30 mA”. Cos’altro potrei fare?», chiede un lettore di Elettro.

telecamere

Telecamere nel giardino privato

«Per ragioni di sicurezza ho deciso di installare un sistema di videosorveglianza nel giardino della mia villetta. Oltre alla mia famiglia, la casa è frequentata abitualmente da amici, parenti, una collaboratrice domestica regolarmente assunta e un giardiniere esterno a partita Iva. Quali sono le regole che devo rispettare per non violare la riservatezza di tutte queste persone?» chiede un lettore di Sicurezza.