La classificazione delle condizioni ambientali

Condividi

“Avrei bisogno di uno schema per poter gestire a livello di capitolato le condizioni ambientali che mi metta sempre, o perlomeno nei casi più comuni, al sicuro” – chiede un lettore della rivista L’impianto elettrico.
La classificazione delle condizioni ambientali è descritta dalla Norma CEI 75-9 e consente un numero di possibili combinazioni tale da poter descrivere…

“Avrei bisogno di uno schema per poter gestire a livello di capitolato le condizioni ambientali che mi metta sempre, o perlomeno nei casi più comuni, al sicuro” – chiede un lettore della rivista L’impianto elettrico.

V.B.- Crotone

La classificazione delle condizioni ambientali è descritta dalla Norma CEI 75-9 e consente un numero di possibili combinazioni tale da poter descrivere con sufficiente dettaglio e precisione le condizioni ambientali di un determinato luogo. Il numero di possibilità, e quindi la flessibilità, è dunque molto ampio, ma al contempo nelle situazioni più comuni sarebbe comodo avere uno schema generale che non richieda di fare troppe ipotesi (o domande al cliente!) ogni volta.

Allo scopo potrebbe essere utile il ricorso ai gruppi normalizzati di combinazioni di classi ambientali che la Norma definisce al fine di limitare le possibilità a casi generali rappresentativi di situazioni comuni. Per un certo luogo o prodotto, si può dunque fare riferimento a questi gruppi.

Il problema del lettore si può risolvere con i sette casi normalizzati di condizioni ambientali che la Norma CEI 75-9 fornisce a titolo esemplificativo una breve descrizione in prosa della classificazione completa (in alcuni casi fa anche riferimento ad esempi di applicazione).

IE31: la Classe IE31 si applica ai luoghi in cui la temperatura è controllata con continuità, il cui riscaldamento, il raffreddamento o l’umidificazione sono utilizzati quando è necessario mantenere le condizioni richieste, in cui i prodotti installati sono esposti ad irraggiamento solare, senza particolari rischi di attacchi biologici, in aree rurali o urbane con basse attività industriali, con presenza minima di polvere o sabbia, con urti e vibrazioni trascurabili, quali ad es. uffici abitati in modo permanente, sale per applicazioni speciali.

IE32: oltre alle condizioni coperte dalla Classe IE31, questa classe si applica ai luoghi esposti a spostamenti moderati dell’aria circostante dovuti a correnti negli edifici, per es. finestre aper­te, oppure a processi industriali particolari, esposti ad irraggiamento solare, quali ad es. sale di soggiorno, locali per uso generale (teatri, ecc.), uffici, negozi.

IE33: oltre alle condizioni coperte dalla Classe IE32, questa classe si applica a luoghi con livelli normali di inquinamento, sabbia e polvere rilevate in aree urbane con processi industriali con vibrazioni di bassa entità, quali ad es. locali per uso generale (ristoranti, ecc.), laboratori.

IE34: oltre alle condizioni coperte dalla Classe IE33, questa classe si applica a luoghi con temperatura controllata, con il riscaldamento occasionalmente spento, ma che prevengono le temperature estremamente basse, esposti ad un alto grado di umidità relativa, con rischio di condensa e spruzzi d’acqua, di crescita di muffe e attacchi di animali ad eccezione delle termiti, senza speciali misure per attenuare la presenza di sabbia o polvere, quali ad es. cucine, bagni, laboratori con processi che producono elevata umidità, cantine, autorimesse.

IE35: oltre alle condizioni coperte dalla Classe IE34, questa classe si applica a luoghi senza controllo di temperatura né dell’umi­dità, in cui il riscaldamento può essere utilizzato per innalzare le basse temperature, con edifici progettati per prevenire le temperature estremamente elevate, in stretta vicinanza di sorgenti di sabbia o polvere, quali ad es. ingressi e vani scale edifici, cantine, alcuni laboratori artigiani, stazioni di apparecchiature non presidiate.

IE36: Oltre alle condizioni coperte dalla Classe IE35, questa classe si applica a luoghi in edifici che offrono una protezione mini­ma contro le variazioni giornaliere del clima esterno, in cui i prodotti installati sono esposti ad irraggiamento solare e termico, con precipitazioni portate dal vento, con urti trascurabili (esplosioni locali, battitura di pali, porte sbattute), quali ad es. capannoni, capanne, cabine telefoniche, fattorie, capannoni di stabilimenti ed installazioni industriali.

IE37: Oltre alle condizioni coperte dalla Classe IE36, questa classe si applica a luoghi esposti a condizioni climatiche più severe.

Elettrodubbio
Hai un quesito legato ad aspetti tecnici o normativi?
Scrivi a:
elettro@tecnichenuove.com

Ti potrebbero interessare

caldaia sottotetto

La caldaia nel sottotetto

«Devo installare una caldaia a camera stagna a tiraggio forzato in un appartamento, ma l’unico locale disponibile è un sottotetto di pertinenza esclusiva del proprietario. È possibile questa tipologia d’installazione? Qual è la norma di riferimento?», chiede un lettore di GT.

telecamere

Telecamere sul pianerottolo condominiale: occhio all’inquadratura

«Abito in un condominio di una zona periferica e, avendo subìto un tentativo di furto, vorrei installare una piccola telecamera, o un videocitofono che registra, sulla parete esterna della mia porta di ingresso, puntandola sul pianerottolo. Posso farlo autonomamente o devo chiedere il permesso agli altri condòmini? E quali adempimenti devo seguire?», chiede un lettore di Sicurezza.

Gru e sicurezza in cantiere

Gru e sicurezza in cantiere

«In cantiere utilizziamo una gru alimentata tramite una presa protetta da un interruttore differenziale da 30 mA, che però interviene continuamente. Il mio ruolo è quello di responsabile tecnico per la parte elettrica, i colleghi, non essendo elettricisti, “risolvono” il problema bypassando l’interruttore, creando quindi una situazione decisamente pericolosa.

Vorrei sostituire il differenziale con uno da 300 mA, che da alcune prove non risulta intervenire. Ma nella Norma CEI 64-8 leggo che nei cantieri “[…] le prese a spina e gli apparecchi utilizzatori mobili permanentemente connessi, entrambi con corrente nominale fino a 32 A, devono essere protetti da dispositivi differenziali con corrente differenziale nominale non superiore a 30 mA”. Cos’altro potrei fare?», chiede un lettore di Elettro.

telecamere

Telecamere nel giardino privato

«Per ragioni di sicurezza ho deciso di installare un sistema di videosorveglianza nel giardino della mia villetta. Oltre alla mia famiglia, la casa è frequentata abitualmente da amici, parenti, una collaboratrice domestica regolarmente assunta e un giardiniere esterno a partita Iva. Quali sono le regole che devo rispettare per non violare la riservatezza di tutte queste persone?» chiede un lettore di Sicurezza.